Il Meridione merita solo “mancette”

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di Antonio Bianco

Zaia veste il saio da francescano ed il quotidiano “Libero” titola: “Date l’autonomia al Veneto e aiuteremo il Mezzogiorno”.

Il tema è sviluppato nel libro di Luca Zaia: “Ragioniamoci sopra dalla pandemia all’autonomia”, remake di Zaia di sbancare il banco lasciando gli altri al verde.

Il do ut des: “aiuto al Sud in cambio di maggiore autonomia”, non prevede la piena attuazione della riforma del Titolo V della Costituzione, approvata nel 2001. Senza l’approvazione dei Livelli Essenziali delle Prestazioni (LEP) che rappresentano i diritti minimi riconosciuti ai cittadini, fatto, di per sé, già grave, in quanto si offre il minimo sindacale che, comunque, non garantirebbero la piena uguaglianza, anche sui diritti minimi, se i LEP non fossero resi strutturali nel bilancio dello Stato.

Ad essi dovrebbe essere affiancata la compensazione con il fondo perequativo, previsto dalla Costituzione nell’articolo 119, 3 comma, a favore dei Comuni a minore fiscalità, quasi tutti concentrati nel Meridione. Passo successivo dovrebbe essere il finanziamento dei servizi in base alla spesa pro-capite collegata ai bisogni dei cittadini al fine di rendere effettivi, pieni e fruibili i diritti di ogni cittadino italiano, senza esclusione alcuna.

La poca lungimiranza di Zaia impatta con il principio cardine dell’Unità e della coesione sociale voluta dal costituente e necessaria per superare, tutti insieme, le difficoltà socio-economiche di un Paese in grande difficoltà. Non occorrono “mancette” per far risorgere il Meridione condannato alla desertificazione, occorrono azioni coerenti ed interventi strutturali capaci di offrire servizi pubblici efficienti che garantiscano la dignità dei cittadini meridionali.

È necessario che le risorse finanziarie del PNRR siano spese, ben oltre il 40%, nell’area maggiormente sottosviluppata dell’UE. Il Meridione non può essere lasciato nelle sabbie mobili non solo per la presenza di 21 milioni di persone private dei diritti di cittadinanza ma anche per il fatto che è il primo mercato di interscambio con il Nord. Per Zaia ha valore solo il benessere dei veneti, gli altri vadano a “remengo”.

La riunificazione del Paese, mai avvenuta e mai voluta dal tutti i governi, incluso quello attuale, non è un suo problema. Il regionalismo differenziato  ridurrà a mera chimera il principio di Unità e coesione in un Paese, oggi, ostaggio di 20 piccole patrie. 


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