Il M5S riconquista il Meridione con il reddito di cittadinanza
di Antonio Bianco
I giochi sono fatti, il centro-destra vince, il PD si lecca le ferite mentre il M5S riconquista il Meridione.
In campagna elettorale ben poco è stato detto sul divario tra il Nord ed il Sud del paese, mentre grande rilievo mediatico ha avuto il reddito di cittadinanza targato M5S. Quest’ultimo è un meccanismo articolato e complesso, ben rodato nei paesi europei che mette in contatto domanda ed offerta di lavoro offrendo adeguate possibilità al disoccupato di inserirsi in breve tempo nel mondo del lavoro. In Italia non è stato così, ha ridotto le sacche di povertà senza creare alcun posto di lavoro ma ha consentito al M5S di ottenere oltre il 15% dei consensi da parte dell’elettorato, ma non punta sullo sviluppo del Meridione, l’area più povera dell’UE. Il lavoro è la prima priorità, la subordinata è il reddito di cittadinanza che deve intervenire nel caso di disoccupazione del lavoratore.
Il M5S dovrà, dall’opposizione, lottare per il rispetto degli impegni assunti dal governo di investire in infrastrutture almeno il 40% del PNRR nel Sud, senza dimenticare la clausola del 36% della spesa pubblica allargata per investimenti in quest’area depressa del paese. Lo sviluppo del Sud passa attraverso le infrastrutture moderne senza delle quali, ad esempio, i porti di Augusta e di Gioia Tauro, essendo privi di linee ferroviarie veloci, non possono competere con quello di Amsterdam, pur essendo più vicini al canale di Suez, attraversato dai traffici marittimi provenienti dall’Asia.
Si dovrà puntare a riattivare il secondo motore dell’economia italiana, dovranno nascere circa 3 milioni di posti di lavoro, tante sono le braccia e le menti inutilizzate nel meridione, che se immesse nel circuito economico farebbero crescere il PIL del meridione con ineguagliabili benefici per l’intera economia italiana. I prossimi mesi faranno capire se il M5S ha una vocazione meridionalista con l’intento di riunificare l’Italia, oggi divisa in due macro aree geografiche facenti parte dello stesso Stato ma separate per reddito pro-capite e PIL, a tutto vantaggio del Nord. L’elettore ha dato fiducia al M5S che dovrebbe dare risposte concrete ai bisogni dei meridionali, disattesi da decenni, e non considerare il Sud la colonia da dove estrarre voti in campagna elettorale.
