I sindaci della rete “Recovery Sud” sono sul piede di guerra
di Antonio Bianco
La proposta Calderoli sull’autonomia differenziata mette sul piede di guerra i sindaci della rete “Recovery Sud” che, ad oggi, conta 450 adesioni. Sono pronti a mettere la bandiera a mezza asta in segno di lutto e ad occupare le aule consiliari se passerà la riforma targata Calderoli, accolta da Fratelli D’Italia che strizzano l’occhio alla Lega e dimenticano i meridionali.
Alcuni parlamentari di Fratelli D’Italia hanno il mal di pancia nell’approvare il progetto Calderoli, considerandolo una iattura per il paese. La chiesa ha fatto sentire la sua voce, essendo contraria all’autonomia. La lettera inviata dai sindaci della rete “Recovery Sud” al presidente della Repubblica è il chiaro segnale della gravità della situazione, più volte richiamata da Mattarella che, nei sui interventi pubblici, si appella all’unità del paese e all’indispensabilità di rendere fruibili i diritti di cittadinanza, in egual misura, a tutti i cittadini, inclusi i meridionali.
Se passasse questa riforma senza i giusti contrappesi si allargherebbero le differenze socio-economiche tra le due aree, mentre l’approvazione dei LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) ridurrebbe le sperequazioni e porrebbe i presupposti per concedere diritti minimi ed essenziali ad ogni cittadino, qualunque sia la regione di residenza. Senza uguaglianza e solidarietà si smembra il popolo e la divisione condurrebbe al definitivo declino del Sud. Il Meridione non è una zavorra, ma un’area priva di servizi e infrastrutture moderne con la quale l’Italia potrebbe volare verso un nuovo boom economico.
Non si può perdere questa battaglia, uniti si vince, diversamente la sorte è segnata per l’Italia intera.
