16/07/2026
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Fondazione Gimbe: fermare le pre-intese in ambito sanitario

Fondazione Gimbe
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Il presidente della Fondazione Gimbe critica le pre‑intese tra governo e Regioni del Nord: senza LEP e costi standard, il rischio è un Paese “a geometria variabile”

di Antonio Bianco

Il governo Meloni sigla le pre-intese con Lombardia, Piemonte, Veneto e Liguria per il trasferimento di competenze e risorse finanziarie in ambito sanitario. Sul tema è intervenuto presso la Commissione Affari Istituzionali del Senato il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta che ha tagliato corto, affermando: “come schemi di intesa sostanzialmente identici possano rispondere a realtà assistenziali così eterogenee” (ANSA 10 giugno 2026).

Cartabellotta mette in evidenza la mancanza di un’adeguata ricognizione dei bisogni sanitari che sono disomogenei nelle regioni richiedenti in riferimento a: liste di attesa, personale sanitario, in particolare i medici di famiglia e gli infermieri, migrazione sanitaria sia in entrata che in uscita mentre la Liguria è inadempiente con i LEA. Propone la sospensione delle attribuzioni alle regioni richiedenti sin tanto che non sarà monitorato l’impatto sul principio di equità ed uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, su tutto il territorio nazionale e senza che prima siano stati determinati i LEP (Livelli Essenziali delle Prestazioni) sanitari ed i costi standard.  Il presidente della Fondazione Gimbe prosegue e chiarisce che: “l’autonomia differenziata richiede una rigorosa istruttoria, funzione per funzione, e adeguate garanzie di uniformità dei diritti sull’intero territorio nazionale”. Aspetto ribadito dalla sentenza della Corte Costituzionale 192/2024 che ha ritenuto la legge Calderoli 86/2024 sull’Autonomia Differenziata illegittima in specifici punti. In mancanza si costruirà un Paese arlecchino con diritti goduti a geometria variabile, legati al luogo di nascita e disgiunti dai diritti garantiti dalla Costituzione che dispone l’uguaglianza dei cittadini davanti alla legge “impegnando la Repubblica a rimuovere gli ostacoli economici e sociali che limitano i diritti e la libertà delle persone” (art. 3 Costituzione).

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