Docenti a rischio depennamento PNRR3: il merito non può essere cancellato da una contraddizione normativa
Il gruppo “Docenti a rischio depennamento PNRR3” richiama l’attenzione delle istituzioni, del Ministero dell’Istruzione e del Merito, delle forze politiche e dell’opinione pubblica su una grave criticità del sistema di reclutamento dei docenti che rischia di penalizzare proprio coloro che hanno dimostrato, attraverso il superamento di un concorso pubblico, il proprio merito e la propria preparazione.
Migliaia di docenti risultati vincitori del concorso PNRR3, pur essendo regolarmente inseriti nella graduatoria di merito, rischiano infatti di essere cancellati dalla stessa prima ancora di poter essere assunti.
La causa è rappresentata dall’applicazione dell’art. 13, comma 5, del D.lgs. 59/2017, secondo cui i docenti confermati in ruolo al termine dell’anno di prova vengono depennati da tutte le altre graduatorie di merito. Una disposizione che, applicata alle nuove graduatorie PNRR3, produce un effetto paradossale.
Il piano assunzionale del PNRR3, infatti, è articolato su più anni scolastici e non prevede l’immissione in ruolo di tutti i vincitori dal 1° settembre 2026.
Molti saranno assunti negli anni successivi. Tuttavia, numerosi docenti che hanno già superato un precedente concorso PNRR1 o PNRR2 e che hanno concluso l’anno di prova nell’anno scolastico 2025/2026 verranno automaticamente depennati anche dalla nuova graduatoria PNRR3, pur avendo superato un ulteriore concorso pubblico.
Si determina così una evidente contraddizione: il sistema consente di partecipare a nuovi concorsi, non pone alcun divieto nei bandi, premia il merito attraverso una nuova graduatoria, ma successivamente elimina il diritto acquisito proprio in conseguenza della conferma in ruolo ottenuta in una diversa classe di concorso o in un’altra regione.
Questa situazione impedisce a molti docenti di migliorare la propria posizione professionale, di scegliere la classe di concorso per la quale hanno nuovamente dimostrato la propria idoneità e, in molti casi, di avvicinarsi alla propria famiglia. Si tratta di una penalizzazione che colpisce esclusivamente chi ha investito nella propria formazione e ha superato più procedure concorsuali.
È importante sottolineare che la richiesta avanzata dai docenti non comporta alcun danno per gli altri candidati. Il mantenimento della posizione nella graduatoria PNRR3 non sottrae posti a nessuno: al momento della futura immissione in ruolo, il posto lasciato nella precedente sede verrebbe infatti regolarmente assegnato attraverso lo scorrimento delle graduatorie, garantendo la continuità delle assunzioni.
Riteniamo che questa applicazione della normativa sollevi rilevanti profili di ragionevolezza e di coerenza con i principi costituzionali sanciti dagli articoli 3, 51 e 97 della Costituzione, che tutelano l’uguaglianza dei cittadini, l’accesso agli impieghi pubblici secondo criteri di pari opportunità e il principio del concorso pubblico fondato sul merito.
Chiediamo pertanto un intervento urgente del legislatore e del Ministero affinché venga chiarito che il depennamento non possa riguardare graduatorie di merito conseguite successivamente attraverso il superamento di un nuovo concorso pubblico. Il merito non può trasformarsi in una causa di esclusione.
I docenti vincitori del PNRR3 chiedono semplicemente di vedere rispettato il risultato ottenuto con il proprio impegno, lo studio e il superamento di una selezione pubblica. Chiedono che il principio del merito venga realmente valorizzato e non vanificato da una contraddizione normativa che rischia di privare la scuola di professionalità qualificate e di compromettere la credibilità dell’intero sistema di reclutamento.
