Afragola, ragazzo disabile vittima di mesi di violenze: tre arresti
Gli abusi venivano filmati e pubblicati online, dopo la denuncia la vittima ha ricevuto minacce di morte da parte di persone vicine agli indagati
di Silvio Di Mare
Sarebbero tre le persone indagate per reati di violenza sessuale di gruppo e di atti persecutori nei confronti di un giovane affetto da disabilità. La vittima è un ragazzo con disabilità cognitiva, invalido al 75%, che per mesi avrebbe subito abusi sessuali, minacce, umiliazioni e sevizie da parte di un gruppo di tre persone che, secondo la procura, avrebbero approfittato della sua condizione di fragilità per costringerlo a subire le violenze.
I fatti si sarebbero verificati ad Afragola, in provincia di Napoli, dove i carabinieri hanno fermato tre giovani di 33, 21 e 19 anni, ritenuti responsabili degli abusi.
Le violenze e le minacce
Secondo quanto emerso dalle indagini, la vittima sarebbe stata attirata nel retro di un negozio, dove i tre avrebbero iniziato ad abusare di lui. Le violenze sarebbero proseguite per circa sette mesi e comprenderebbero sevizie, minacce fisiche, sigarette spente sul corpo e aggressioni sessuali. In alcune occasioni il ragazzo sarebbe stato costretto a ingerire sostanze disgustose.
Tra gli episodi contestati figura anche quello in cui la vittima sarebbe stata obbligata a bere una bibita contenente peperoncino e cipolla. In un’altra circostanza, i presunti aggressori lo avrebbero minacciato di tagliargli un dito se non avesse obbedito alle loro richieste.
Gli abusi sarebbero stati ripresi con il cellulare e pubblicati online con l’intento di deridere la vittima.
Dopo mesi di violenze e umiliazioni, alcuni sconosciuti si sarebbero presentati a casa della madre del ragazzo — ignara di tutto — per informarla dell’esistenza di diversi video diffusi in rete. A quel punto la vittima avrebbe trovato il coraggio di raccontare tutto alla famiglia.
Dopo la denuncia, il ragazzo e i suoi familiari avrebbero iniziato a subire intimidazioni e minacce di morte da parte di persone vicine agli indagati.
Nella mattinata di giovedì 12 marzo 2026, i carabinieri hanno eseguito l’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti dei tre sospettati.
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