(Bi)sogno di un bambino meridionale

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di Antonio Bianco

La linea è netta e taglia in due il Paese, si dà a chi ha già tanto e si dimentica chi è privo di servizi. Mentre il Nord fa incetta di fondi per gli asili nido ed offre servizi all’avanguardia (come l’insegnamento dell’inglese in Emilia Romagna), al Sud sono pochi e quasi tutti privati.

Disuguaglianze inaccettabili determinate dal codice di avviamento postale che condanna i bambini al di sotto dei tre anni residenti nel Sud ad essere privati degli asili nido. Gli asili nido sono essenziali per lo sviluppo psico-fisico dei bambini, consentono di migliorare il rendimento scolastico e di ridurre le disuguaglianze socio-economiche. Se si vuole investire in un futuro di persone sicure e propositive occorre partire dalla prima infanzia trasmettendo modelli e valori di collaborazione e cooperazione capaci di migliorare il senso di comunità, da trasmettere, ampliare e modellare alle mutevoli condizioni dei nostri tempi. A Barcellona nel 2002 il Consiglio d’Europa proponeva per la prima infanzia di raggiungere almeno due obbiettivi: offrire il servizio degli asili nido ed i servizi per la prima infanzia ad almeno il 33% di bambini sotto i 3 anni; consentire ad almeno il 90% dei bambini di età compresa fra i 3 anni e l’inizio dell’età dell’obbligo scolastico di frequentare le scuole per l’infanzia. Obbiettivi da raggiungere nel 2010.

Per quanto riguarda la fascia d’età 3-5 anni l’Italia offre al 92% dei bambini tali servizi.  Differenze macroscopiche si rilevano per la fascia d’età 0-2 anni con il Molise (21,7%), la Basilicata (14,3%), la Puglia (12,6%), la Sicilia (9.9%), la Calabria (8,7%), la Campania (6,6%), rispetto al 40% della Valle d’Aosta. A livello comunale l’offerta varia dal 40% di Milano e Roma al 7% di Napoli. I fondi per gli asili nido non sono calcolati sui fabbisogni ed il numero dei bambini ma sulla spesa storica, in poche parole: se hai gli asili nido riceverai maggiori fondi, diversamente ne rimarrai privo. I bambini meridionali sono cittadini italiani, diamo loro le identiche opportunità di quelli del Centro-Nord.


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