Autonomia Regionale Differenziata; Ponzio Pilato si lava le mani
di Antonio Bianco
Il momento richiede scelte decise, siamo giocatori non spettatori. L’attacco portato dalla Lega e da Calderoli, ministro degli affari regionali e delle autonomie, con la proposta di Autonomia Regionale Differenziata (ARD), è funesta per l’unità della Repubblica. Oltre ad eliminare ogni barlume di Unità Nazionale, rende immodificabile la sperequazione socio economica tra le due macro aree del paese. La legge di iniziativa popolare di Modifica dell’articolo 116, comma 3 e 117 comma 1, 2, 3 messa in campo da Villone ed altri, condivisa dai sindacati della scuola, inclusi quelli di destra, crea le condizioni per il dibattito politico, nel parlamento e nel paese, sul tema dall’ARD, oscurato dai media. Si può non concordare con l’impianto complessivo della proposta di legge Villone, ma non si può non riconoscere che è l’unica proposta seria presente sul tappeto, che potrebbero acuire i silenti contrasti emersi nel governo. Né è sentore il fatto che, il ministro Calderoli, si è peritato di rispondere agli articoli del Prof. Villone considerando la di legge di iniziativa popolare di modifica della Costituzione una leva per far accantonare, per il momento, la realizzazione dell’ARD.
In questo contesto così grave per la Repubblica, i partiti, contrari al regionalismo differenziato, dovrebbero chiedere agli iscritti di predisporre i banchetti da Nord a Sud, isole incluse, per denunciare l’infamia dell’ARD. Non è più tempo di presentarsi come Ponzio Pilato che si lava le mani, non basta pubblicare proclami, bisogna scender in campo. Il Meridione è l’area più povera dell’UE, non siamo in Africa, spetta a tutti i soggetti politici e sociali battersi per la dignità dei meridionali considerati stranieri in patria.
fonte immagine: ilriformista.it
