Autonomia Differenziata è Secessione dei Ricchi, il prossimo Sindaco di Napoli dica: NO!

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di Antonio Bianco

Alla manifestazione del 14 settembre c.a. al Vomero su “Autonomia differenziata: ci risiamo!” è intervenuta Elena Coccia, candidata al Consiglio comunale di Napoli e capolista di “Alessandra Clemente Sindaco”, consigliere della Città metropolitana con delega all’Attuazione dello Statuto e allo Sviluppo attraverso la Cultura.  

Senza mezzi termini, la Coccia ha dichiarato che: “L’autonomia differenziata è un progetto politico non sostenibile: una vera e propria secessione dei ricchi, finalizzata ad aumentare le disuguaglianze territoriali e, quindi, il divario tra il Nord e il Sud attraverso l’afflusso di maggiori risorse nelle Regioni più sviluppate col federalismo fiscale”.  

La Coccia precisa che: “In una società che nasce da principi costituzionali improntati alla solidarietà e all’eguaglianza, è fondamentale che lo Stato assicuri a ciascuno la soddisfazione dei propri bisogni. Il progetto di autonomia differenziata portato avanti dalle Regioni più ricche del Nord Italia, in particolare Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna, contraddice questi principi.  

Le ricadute dell’autonomia differenziata al Sud sarebbero gravissime: immaginiamo cosa potrebbe accadere in settori nei quali il divario con le regioni del Nord è già molto ampio, come istruzione e sanità.  

Il nostro territorio verrebbe ulteriormente desertificato da una fuga di cervelli che è uno dei problemi endemici del Mezzogiorno”. 

 Proseguendo nel suo intervento la Coccia precisa che: “già oggi, afferma la Coccia, senza autonomia differenziata, dobbiamo sopportare una ripartizione dei fondi per il riequilibrio territoriale che appare quantomeno inspiegabile e rivolta, più che a combattere le disparità, a mantenere intatti gli squilibri.  

L’unica coalizione che può esprimere una posizione coerentemente contraria a questo progetto antimeridionale è quella che sostiene Alessandra Clemente. Nelle altre vedo solo confusione e contraddizione, se non aperto sostegno a questo sciagurato disegno politico. Il prossimo sindaco di Napoli deve impegnarsi a contrastare l’autonomia differenziata: vediamo chi lo farà e chi, invece, se ne laverà le mani in maniera pilatesca, senza considerare che le ricadute avverranno sulla pelle delle persone e dei loro diritti”. 


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