AMORE MALATO
di Silvana D’Andrea
Nella nostra epoca, la “questione femminile”riemerge dal passato con un susseguirsi di eventi di gravissima efferatezza a danno della donna,finalizzato al suo annientamento morale,psichico, ma soprattutto fisico.
E’ con il termine femminicidio, che s’indica una pratica violenta di matrice non patologica, ma culturale, volta alla distruzione fisica, fuori e dentro la famiglia, imputabile al persistere, in taluni soggetti maschili, del bisogno ancestrale di esercitare dominio sulle donne considerate oggetti e non soggetti.
La figura maschile ha subito un crollo dell’immagine di sè e l’unica difesa contro l’angoscia, per alcuni uomini, sembra essere l’aggressività verso l’oggetto trasformato in persecutore, che li ha o li può denigrare o ridimensionare.
Anche in passato,.le donne furono vittime della violenza omicida perpetrata da fratelli,padri,mariti per molti secoli . La donna fu vittima di abusi, tra i più tragici.
Nel matrimonio era considerata una serva, sottomessa alla supremazia del marito e allo ius corrigendi” (violenza correzionale): la fustigazione,le sevizie fino all’omicidio.
Dietro le mura domestiche si celarono orrori familiari che restarono per sempre sepolti.
Nell’epoca medievale, alla violenza correzionale, si affiancò lo ius in corpus” (la violenza sessuale).
Il diritto canonico desumeva la liceità dell’uso della violenza per il conseguimento del debitum coniugale, purché esercitato senza creare scandalo,senza procurare danno alla salute, a patto che fosse diretto al fine primario della procreazione.
Per conseguenza, dopo la nascita dei figli, se il marito avesse indotto la moglie a subire atti sessuali con la costrizione, era accusato di reato di violenza carnale.
La sodomia era un reato punibile con la pena capitale, solo per aver leso la morale ed il buon costume.
Nel 1800, in pieno clima romantico, si affacciò sulla scena del crimine un nuovo tipo di omicidio commesso dal padre,fratello o marito.
Fu chiamato delitto d’onore” e considerato, dalla Giurisprudenza dell’Antico Regime, un reato minore che prevedeva attenuanti per il marito che uccideva la moglie, scoperta a tradirlo.
Era un omicidio culturalmente motivato, per salvare la reputazione in ambienti familiari e matrimoniali e nelle relazioni sessuali.
Nell’Italia meridionale e in particolare in Sicilia, il delitto d’onore perdurò per molti secoli, fino all’abrogazione della legge nel 1981.
Nel V^canto dell’inferno, il primo caso di femminicidio di Francesca da Rimini:
Amor, ch’al cor gentil ratto prese costui de la bella persona che mi fu tolta
e’l modo ancor m’offende.
fonte immagine: Sara Aielli
