40 anni dalla legge 47/85: ancora interi territori sequestrati dalle disposizioni burocratiche nelle zone con vincolo paesistico
Elio Notarbartolo
E’ ancora possibile accettare, dopo 40 anni di vincoli, alcuni dei quali nemmeno bene individuati, che tante abitazione che furono indotte ad aprire una pratica di Condono edilizio, sono tuttora sotto il quasi sequestro comunale tanto che, se ti cade un vecchio solaio fatiscente, puoi soltanto metterlo in sicurezza e non ripararlo e sostituirlo?
E non puoi neanche usufruire del silenzio-assenso che pure la legge del Condono 47/85 prevede nelle zone esterne alle zone vincolate, se il Comune si disinteressa della tua pratica.
4 anni fa, un gruppo di Repubblicani si fece carico di inserire, nel programma politico da offrire all’alleato aspirante sindaco Gaetano Manfredi, quale punto di programma comune, la neccessita’ di accelerare e chiudere le pratiche di Condono edilizio, ancora bloccate perché in zone sotto vincolo.
A un anno dalla scadenza del mandato sindacale, il sindaco di Napoli ha solo nominato alcuni tecnici per affrontare il tema della convenzione con la Regione Campania per consentire, dietro suggerimenti di eventuale miglioramento estetico, quando necessario, la conclusione dell’iter burocratico e la riconcessione alle abitazioni dove si era incardinata 40 anni fa, della libertà di modificare tramezzi e parti per adeguarsi alla necessità della famiglie che la vivono e alle attività turistiche, commerciali o artigianali che se ne servono..
Si arriva all’assurdità di mantenere vincolate da quarant’anni anche le case soggette ad abusi per modifiche interne se ricadono in zone vincolate, abuso tanto ininfluente che le ultime norme edilizie consentono oggi di sanare.
Badate bene, le zone vincolate a Napoli sono quelle di Agnano, Bagnoli, Camaldoli, e tutta la fascia costiera per 300 metri di distanza dal mare.
E dire che la legge Galasso, all’art. 1 sexsties, chiarisce subito che le disposizioni paesistiche non si applicano per lavori all’interno delle unità immobiliari.
Si sta danneggiando, per indolenza, per incapacità, per indifferenza, o altro, tutto un settore turistico e commerciale, ma si stanno esponendo tanti cittadini ad affrontare problemi di carattere legale e disagi abitativi notevoli.
Da Liberal Democratici e Repubblicani quali siamo, chiediamo al presidente della Regione Campania di affrontare nel modo più rapido possibile questo tema e, almeno, di consentire subito, il beneficio del silenzio-assenso, almeno per i lavori interni nelle unità immobiliari ricadenti in zona vincolata: per una ragione di uguaglianza con altri cittadini, per riportare alla validità di tale principio di legge 47/85 chi ha la casa semi sequestrata da 40 anni, per riportare gli Enti preposti nell’alveo del rispetto dei Diritti costituzionali, per semplificare il lavoro dei tecnici comunali e per ridare maggior spinta all’economia dell’intera città.
