Aprile 24, 2024

Mostra “Frazioni Mediterranee” allo spazio ARTHEKA 32 di Lido di Ostia

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Nello spazio di ARTHEKA 32, Via Sartena, 30/32 00122 Lido di Ostia – 3398329429 – artheka32@gmail.com -, sarà inaugurata sabato 20 Maggio 2023, ore 17.30, la mostra curata dal sociologo e critico d’arte Maurizio Vitiello, “FRAZIONI MEDITERRANEE” con opere recenti di Beatriz Cardenas, Maria Pia Daidone, Natallia Gillo Piatrova Parmeggiani, Carmela Infante, Franca Lanni, Alessandro Maio, Mauro Molinari, Viviana Pallotta, Antonio Salzano, Maria Antonietta Scala. Periodo: Sabato 20 – Mercoledì 31 Maggio 2023. Orari: 10-13; 16-19 / chiuso: domenica, lunedì mattina, festivi.

Scheda della mostra

Quest’esposizione ci permette, grazie alla presenza di artisti/e di varie latitudini e di diverse declinazioni, di conoscere frazioni visive mediterranee.

Questo momento raccoglie un “focus” resiliente e si presenta come occasione significativa, che aggettiva un periscopico controllo di operatori e artiste su frontiere creative.

Questi artisti e queste artiste hanno sempre precisato movimenti di idee, concetti in azione, dottrine di messaggi innovativi, istanze plurime.

Frazioni utili ci indicano che l’arte è: azione preventivo-pedagogica, giusto viatico dell’esistenza, forte conforto analitico, serena fonte di sicurezza per conoscere meglio il presente e sfidare con cautela il futuro.

Queste “frazioni mediterranee” raccolgono “combustile” fornito dalle varie culture delle diverse sponde.

E un’accoglienza propizia è determinata da una disamina del “melting pot”, che si misura nei nostri bacini ospitali e cordiali.

Gli artisti, dopo le problematiche pandemiche e nonostante la vastità delle guerre, tra quelle amplificate dai media e quelle silenti sul nostro pianeta, hanno voglia d’incontrarsi. Le loro sensibilità sostengono idee e ragioni ed esplorano “le variegate identità del mondo”, da svegli e acuti “viaggiatori dell’anima”.

C’è voglia e desiderio di riformulare centralità di ricerca.

L’arte, di continuo, si ravvede e svolta in vicenda formativa, nonché muto incentivo dell’esistenza e preciso appoggio analitico.

Frequentare studi, centri, gallerie, spazi d’arte per visionare opere di artisti può essere utile controllo per verificare con assiduità gli andamenti estetici e i profili di rinascita, nel contempo della ripresa dell’arte indirizzata a riequilibrare le nostre visioni del mondo, alterate, in parte, dalla pandemia sofferta e dai molteplici conflitti, purtroppo, in atto.

Nelle opere esposte è possibile notare segmentazioni, segnature, segni, segnali, segnacoli, sottolineature, striature, inquadrature, campiture, plasticità, incisioni, luci, tagli, angolazioni, purezze, concrezioni materiche, pulsazioni informali, elevate astrazioni; tutto ciò formula ventagli visivi, che sostanziano “dialoghi, confronti, raffronti sulla contemporaneità”, nonché quote chiasmatiche di contaminazioni.

Possono essere rilevabili sensibilità e identità inserite in umanissimi distingui, che intercettano un “idem sentire comune”, rivolto al destino in forse e al futuro ipotetico.

Il domani, seppur incerto, è proiettato in una nuova dimensione geografico sociologica e prosegue, tra risposte di scienza, ottenimenti di conoscenza, atti di coscienza, plurime movimentazioni.

Ora c’è bisogno d’incontrarsi nel mondo dell’arte; ciò potrebbe suscitare stress o portare verso sorpassi di serenità, quasi verso un’allegria.

Gli artisti meritano l’occasione espositiva, quale momento indicativo per osservare i percorsi altrui, ma anche per mettersi, giustamente, in discussione e riappropriarsi dell’abbraccio consistente dell’incontro e dell’aggancio stretto della condivisione e della conversazione.

Bisogna sottolineare che “il senso del domani” si affronta solo lavorando in modo continuo, sfidando orizzonti virtuali e corroborando avanzamenti tecnologici, che, insieme, sembrano costruire una teoria di progressioni.

Gli artisti e le artiste riescono, talvolta, ad anticipare – eccome! -, grazie all’acume delle loro ricerche, frontiere di mutamenti.

Lo squillante “richiamo dell’arte” risulta fluidamente persistente e si spiega nel rassodare il rilancio di emozioni pure, sorgive, sul tragitto concettuale dell’inestinguibilità dell’esistenza umana.

Diventa tonificante e vitale rideterminare partecipazioni a mostre, eventi, rassegne, manifestazioni per attivare un’efficiente resilienza; l’arte offre, così, una valida àncora di motivazioni, dalla fotografia alla grafica, dalla pittura alla scultura, dalla ceramica alla digital-art …

Il significativo filtro della critica sull’ampio spaccato visivo appunta un insieme di dati, di immagini di lavori; e sono qui raccolte precisazioni di distingui e lieviti, carature e caratteri, ripartizioni “d’antan” e novità assolute …

Tessere coscienti e innovative ci fanno intendere quali linee sono aperte a perimetrare i contorni estesi dell’esistenza.

Fondamentalmente, le proiezioni estetiche debbono essere coerenti e congruenti e ripercorrere, in parallele sequenze psico-socio-antropologiche, le motivazioni della nostra vita riformulando i nostri approcci, le nostre ricerche, i nostri aneliti, le nostre speranze.

Senz’altro, anticipare i tempi e tracciare obiettivi è dettato legittimo per riconoscersi in un mondo “glocal”, estremamente comunitario.

Ogni rapporto espositivo dispone e propone conferme di pulsanti indirizzi di diversi orientamenti.

Sicuramente, ampie aree e indicative proiezioni potranno essere analizzate e condivise; si potranno rintracciare passi nuovi, intriganti. Le produzioni attuali misurano tempi e incidenze, mentre indugiano e sondano sul presente e indagano il futuro, captando flussi cognitivi.

Questo catalogo è un “fermo-immagine” sullo “status” di alcuni versanti dell’arte contemporanea in Italia. Sono riportate frazioni del procedere artistico e si noterà un piano di rilancio di emozioni di frutto e impatto esecutivo.

Gli artisti confermano, così, conclusioni di pensieri in azioni dinamiche.

Questa mostra pone l’accento sulla frontiera della creatività per riordinare varchi riepilogativi e istanze ultime offrendo spunti di lettura su vari codici linguistici.

Gli artisti racchiudono crescenti battiti, orientano pulsazioni, calibrano giusti frangenti per definire la sostanza e il respiro del futuro e continuano, sempre, a sperimentare e a collaudare per anticipare i tempi e tracciare obiettivi, tenendo ben presenti le proprie sane radici, nell’intenzione di coltivare sensibili gemmazioni agglutinanti del proprio continente interiore.

Ed ecco le brevi schede sugli artisti e sulle artiste partecipanti:

Beatríz Cárdenas con “Daylight”, acrilico su tela, cm. 60×60, 2023, e

“Giugno”, tecnica mista su tela, cm. 60×60, 2023, partecipa a questa rassegna di multiple voci confermando la sua attenzione verso un geometrico che si stacca in isole e fasce-colori e pronuncia rilevi spaziali. Così, continua, tra pittura e produzione plastica, a determinare estrinsecazioni e acute estroflessioni cromatiche e a regolare con nitida partecipazione uno “status” emotivo pregevole. Nell’esclamare colori, rinforzare tagli, specificare linee frecciate prosegue con avveduta e meditata forza. Beatríz Cárdenas continua nel suo percorso geometrico-spaziale sino a rendere cromie in “farfalle di luce” e tagli in contrappunti di resilienze estetiche, che connettono dispositivi bilanciati tra àncora e ala. Gli ultimi esiti della sua produzione, nel 2022, sono stati apprezzati, anche, alla BeneBiennale di Benevento, allestita nella monumentale “Rocca dei Rettori,” e alla XLIX Edizione del Premio Sulmona e all’”EuroExpoArt” in “VerniceArtFair” di Forli, nel marzo del 2023.

Maria Pia Daidone con “Sintesi Materica N. 2”, acrilici, smalti, anilina e colla su cartapesta su cartone, cm. 60×60, 2022, e “Sintesi Materica N. 3”, acrilici, smalti, anilina e colla su cartapesta su cartone, cm. 60×60, 2023, attua una “performance” elaborativa tra assunto astratto e informale materico con fraseggi intimi e insistiti tracciati. Determina nelle opere trasparenze e

motivazioni, d’impeccabile preziosità semantica, nonché filigrane emotive, d’indiscussa valenza, che agitano onde intime e incapsulano vertigini. In una conseguenziale logica di approfondimento le sue creazioni vibrano di sentimenti rivolti a sollecitare estroflessioni consapevoli per attivare coscienti realtà. Porta avanti la sua attività con estrema serietà, che sviluppa, tra Londra, Napoli e Cantalupo nel Sannio (IS). Varie e composite risultano le sue produzioni. Ogni suo segmento operativo presenta e propone un’alta qualità, tanto da ottenere il plauso dei più grandi critici italiani. Difatti, partecipa a diverse rassegne con gli opportuni tasselli creativi, opportunamente richiesti. Ultimamente, ha partecipato alla XLIX Edizione del Premio Sulmona, nel settembre-ottobre, 2022, e all’”EuroExpoArt” in “VerniceArtFair” di Forli, nel marzo del 2023.

Natallia Gillo Piatrova Parmeggiani con “La via secca e la via umida”, tecnica mista su tela, cm. 60×60, 2022, e “La via umida e la via secca”, tecnica mista su tela, cm. 60×60, 2022, è in quest’esposizione. L’artista bielorussa sperimenta, sempre, nuovi adattamenti e nuove soluzioni su situazioni e circostanze visive emblematiche di supporto decisamente emotivo. Con avveduta e fluida scioltezza determina immagini d’ampio respiro e di confortante tensione per acquisire soglie di limiti e ventagli di novità propositive. Opera anche sulla memoria e attiva richiami di miti. L’artista vaglia l’esplosività potenziale di un territorio avvincente, tra i Campi Flegrei e la Riviera Sorrentina e la Costiera Amalfitana, e illumina il suo già lungo percorso di incisive scelte operative, anche oro-geografiche, e mantiene ben salda la sua pronuncia informale, rilevante e forte. E’ stata presente, tra l’altro, nel 2022 all’“EuroExpoArt” in VerniceArtFair” di Forlì, a “SINTESI 2022 Confronti sulla contemporaneità”, al “Museo Crocetti” di Roma, e alla BeneBiennale di Benevento, allestita nella bellissima “Rocca dei Rettori”.

Carmela Infante con “Venti di guerra N. 1”, olio su tela, cm. 60×60, 2023, e “Venti di guerra N. 2”, olio su tela, cm. 60×60, 2023, motiva con chiaro intento un marcamento dell’attualità e la sua attenzione alle vicende del mondo rende, in un parallelo analitico, un cospicuo e incalzante fenomeno di sensazioni, che si risolve in uno specifico assetto, movimentato da un andamento a onde; quasi che il fluire delle battaglie raccontasse i fuochi delle vendette in un “corpus” seduttivo, ma, di certo, distruttivo. Anche le battaglie producono immagini che rientrano in un’”estetica della guerra” e su quest’abbrivio concettuale i suoi impianti cromatici denunciano l’insidia che si cela allo sguardo, l’inganno dei colori, la corruzione del tempo e dell’uomo. Nell’avviluppante gioco del ritmo sembra esserci il battito del sangue che scorre. Fondamentalmente, consistenti sono i suoi richiami informali che sciolgono la sua apprensione esistenziale. Questi lavori richiamano una giusta riflessione. Risultano anche precisazioni sul tempo attuale, sempre più in bilico tra conflitti e avvenire.

Franca Lanni con “Onirofobia”, digital painting, cm. 60×60, 2022, e “Phasmophobia”, digital painting, cm. 60×60, 2022, spicca in questa raccolta di opere. I suoi lavori sono ricercatissime evoluzioni di disciplinate indagini visive e risultano di forte suggestione. Ogni suo lavoro è una forte indagine riflessiva. E’ nata a Città della Pieve (PG), vive e lavora a Napoli. Ha insegnato Discipline Pittoriche presso Licei Artistici e Istituti Statali d’Arte e ha insegnato Psicologia della Forma e Teoria della Percezione all’Accademia di Belle Arti di Nola. Dal 1970 si interessa di arte nel sociale. Ha partecipato a numerose mostre nazionali e internazionali; ultimamente a “SINTESI 2022 Confronti sulla contemporaneità”, al “Museo Crocetti” di Roma, alla BeneBiennale di Benevento, predisposta nella “Rocca dei Rettori” e a “Vissuti mediterranei” al CMA di Napoli. E’ presente nei libri di Rosario Pinto: “La pittura napoletana” (ed. Liguori) e “Pittura al femminile in Campania nel secondo cinquantennio del ‘900” (ed. Il Ponte) e nel libro di Francesco Gallo Mazzeo e Pasquale Lettieri “L’occasione critica” (ed. Liguori) e nel libro “La cooperazione dell’Arte” di Stefano Taccone (ed. Iod). Sue opere sono presenti, tra l’altro, nella Pinacoteca del Palazzo Ducale “Sanchez de Luna d’Aragona” di Sant’Arpino (CE), nei Musei Civici di Albano Laziale (Roma), al CAM di Casoria (NA), nel “Museum in Motion” di San Pietro in Cerro (PC).

Alessandro Maio con “La danza dei neutrini al tramonto”, smalti all’acqua su tela, cm. 60×60, 2023, e “La danza dei neutrini all’alba”, smalti all’acqua su tela, cm. 60×60, 2023, concede il suo contributo stilistico. Con efficace e caparbia voglia esecutiva dimensiona carature visive di carattere esemplificativo e rilancia in una serialità, capace ed egregia, motivi mediterranei, senz’altro incidenti e persuasivi. Con calma redige composte redazioni di consistenti afflati iconici e con cadenze multiple situa motivazioni profonde con radicalità convincenti. Linee semplicemente avvolgenti, segnature fratte, fatture agglutinate da cromatismi scelti “giocano” a governare redazioni pittoriche vive. In un circuito immaginativo s’incendiano passaggi mentali dell’artista, che sostanziano filtrati realismi, che accolgono anche soste, meditazioni, viaggi. Infine, controlla circostanziate e singolari prospettive emozionali e psicologiche, sino a maturarle e a condensarle in equilibri portanti. Ma, adesso, riporta in paesaggi il cosmo con le sue infinitesimali energie.

Mauro Molinari con “Levitazione”, tecnica mista su tela, cm. 60×60, 2020, e “Saltimbanco”, tecnica mista su tela, cm. 60×60, 2020, segnala la sua presenza. Mauro Molinari riesce con gran risalto a essere presente sul panorama artistico italiano, e non solo, con grande adeguata influenza. L’artista è riuscito a delineare e a determinare una consistente e singolare valenza pittorica. Questa sua “cifra pittorica”, oramai conosciutissima, gli permette di alimentare storie, vicende, resoconti, tra un “velo metafisico” e una corroborante dimensione ludica; potremmo, qui, quindi, parlare di un “linguaggio metafisico ludico”. Le sue figure, brillantemente frammentate da “coriandoli” e segmentate da tratteggi, le fa percorrere in metropoli o le restringe in condomini “sui generis”, tanto per capacitare una dimensione analitica sull’uomo incapsulato in una modernità stringente. Dettaglia con singolari visioni figure deframmentate; insomma, minime tracce segniche tratteggiano la dimensione complessa della vita metropolitana, assolutamente non semplice, che si “finge” nelle trame della laboriosità quotidiana.

Viviana Pallotta è presente nelle pagine interne del catalogo con “Moons N. 1”, digital art, cm. 60×60, 2023, e “Moons N. 2”, digital art, cm. 60×60, 2023, ed anche con “Moons N. 3. digital art, cm. 60×60, 2023 – inoltre in copertina – e “Moons N. 4, digital art, cm. 60×60, 2023, – poi in controcopertina – . L’artista, da molto tempo, lavora per pagine elettroniche per incuneare e coinvolgere nel passaggio di variegate immagini, tra riporti iconici e fonti antiche, tra residui immaginifici e particolari specificità, tra singolari opportunità e amene curiosità, plurime formulazioni sincere, intriganti, ludiche. Le sequenze delle elaborazioni eidomatiche classificano un ardore compositivo. Viviana Pallotta con un’intelligente e continua collazione regola declinazioni gioiose di riferimenti epocali e di quotidiane narrazioni. Produce, in uno scorrimento continuo di prove, da internauta, le sue osservazioni per cogliere, tra radici riviste e nuovi fronti immaginativi, molteplici identità, che classificano le variegate presenze del mondo. Con partecipazione attenta e sveglia coglie spunti e abbraccia sollecitazioni per sostanziare una teoria di osservazioni e tracce franche di visioni.

Antonio Salzano con “Composizione”, acrilico su tela, cm. 60×60, 2023, e “Composizione”, acrilico su tela, cm. 60×60, 2023, situa nelle pagine di questo catalogo la sua ultima produzione, sempre attenta a seguire atmosfere gioiosamente celesti. Continua con sensibilità spirituale il suo sentiero nel segno dell’astrazione informale-geometrica e chiarisce intimità espansive, indirizzate a recepire il senso del “divino sentire”. Con incidenze geometriche, partecipazioni cromatiche e accenni di onde informali ricava e motiva sequenze sempre preparate con diligente cura. L’icastico assetto poggia nel conforto estremo e vigile della fede, che tranquillizza per sollievo, consolazione, incoraggiamento, incitamento, solidarietà. L’impianto dell’elaborazione è di congruo spessore e viene precisato da tensioni sacrali. Risultano queste ultime opere dell’artista motivi d’indirizzo a coinvolgere per sintesi massime. Insomma, questi lavori sostanziano e sostengono per capacità espressive e interpretative redazioni elette, di estroflessione intima.

Maria Antonietta Scala con “Il Sentiero degli Dei – Costiera Sorrentina”, olio su tela, cm. 60×60, 2023, e “Procida”, olio su tela, cm. 60×60, 2023, propone tagli prospettici particolari, quasi d’impronta fotografica. Presenta, ripresa dall’alto, “La Corricella”, un angolo famosissimo dell’Isola di Procida, Capitale Italiana della Cultura 2022, e vediamo la singolarità visiva, ripassata con colorazioni sagomanti, che ci riporta a cartoline “d’antan”, quasi a riscoprire sapori antichi di un luogo topico del Mediterraneo. Il carico icastico è interpretato con uno sviluppo sentito. Altra immagine è data dal mitico “Sentiero degli Dei”, in Penisola Sorrentino-Amalfitana, che ripropone paesaggi di estrema bellezza e lontananze leggendarie. Queste immagini vogliono essere una radicata visione di incanti, fascini, attrattive, splendori mai spenti. Emerge la necessità di ritornare sui luoghi amati; ripartire dal “genius loci” e reclamare vissuti in uno spazio autonomo di ricerca d’identità significa “un ritorno al futuro”. Per l’artista la quiete mediterranea è essenziale valore aggiunto. Abbraccia i respiri del sole e capta il mare negli occhi. Questi accumuli di bellezza svelano i riflessi di paesaggi che trapassano il cuore e rimandano vertigini.


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