• June 27, 2019

UN GAUDI’ A PIEDI NUDI

un gaudi a piedi nudi

Sono pochissimi a conoscere la storia di Sabato Rodia, un artista “pazzo” nato a Serino nel 1879.
E’ stato tanto grande che i Beatles lo vollero inserire nella copertina di uno dei loro più famosi successi, insieme al volto di uomini eccellentissimi da Einstein a Marx, a tanti artisti famosissimi.
Nel 1967 uscì nei negozi di dischi di tutto il mondo un LP che avrebbe fatto la storia della musica.
Quell’album era un vero e proprio capolavoro musicale .
Si trattava di Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band uno dei più grandi capolavori dei Beatles. 
Tutto, in quell’album, era rivoluzionario a cominciare dalla copertina in cui i Fab Four erano immortalati con attorno una folla variopinta di personaggi tra i più illustri di ogni epoca.

Osservando quell’immagine, nell’angolo in alto a destra, in ultima fila, proprio accanto a Bob Dylan, fa capolino il profilo di un uomo, uno sconosciuto che non si capisce bene perché sia lì; Ii suo volto non più giovanissimo è segnato da rughe profonde. 
Quell’uomo è un italiano, anzi l’unico italiano che compare in quella copertina-icona. Sabato era il suo nome , ma i funzionari americani lo cambiarono , nella trascrizione, in Simon. .

Sabato “Simon” Rodia , nacque a Ribottoli, una frazione di Serino, provincia di Avellino, nel lontano 1879.
Come tanti altri, a meno di 15 anni, si imbarcò con il fratello per l’America e si mise a fare ogni mestiere, anche il più misero, che gli capitasse di fare.
Si trasferì in California, a Watts nella contea di Los Angeles dove cominciò a fare una costruzione per conto suo, nel tempo che il lavoro gli lasciava libero, raccogliendo pezzi di ferro, cocci di ogni genere, residui di sacchetti di cemento: tanto, tantissimo materiale, sempre di risulta.
Il suo lavoro durò 33 anni e, alla fine, lo portò a termine, nel senso che decise che quello che aveva fatto bastava.
Aveva costruito un complesso di torri in ferro la più alta delle quali è 35 m. e aveva decorato la base con cocci di vetro e ceramica quasi avesse preso spunto dal famoso Gaudì spagnolo.
No: molto probabilmente si era ispirato ai Gigli che aveva potuto vedere da ragazzo nella, non lontana da Serino, Nola.
La gente lo aveva guardato sempre con sospetto considerandolo, povero e pazzo.
Quando lasciò Watts, furono in tanti che cominciarono a tessere le lodi di questo pazzo Italiano e il Distretto Culturale della California rendendosi conto del valore estetico di queste torri, le dichiarò “Monumento Culturale”
Oggi Watts è conosciuta in tutti gli Stati Uniti per le “WATTS TOWERS” assunte a simbolo del rispetto che si deve ai più deboli, più poveri, che sanno avere dignità, sensibilità e tantissime cose che fanno onore all’Umanità.

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