Alberto Sordi, cento anni e non sentirli
Cento anni e non sentirli, il mito e leggendario Alberto Sordi compie il suo primo secolo d’immortalità. Comicità tagliente, originali interpretazioni, mimica inimitabile, gli ingredienti per una ricetta che ha dato alla recitazione italiana un’impronta “mitologica”, nel teatro prima e nel cinema poi. Una romanità irriverente, sfrontata che ha caratterizzato più di 60 anni di carriera. Dal doppiaggio del celebre Oliver Hardy al teatro di rivista, passando per la radio per poi approdare definitivamente sul grande schermo. Un Ulisse romano che ha viaggiato in tutte le arti dello spettacolo senza mai deludere il suo pubblico. Grandi attori lo hanno accompagnato: da Vittorio de Sica a Franca Valeri, Walter Chiari, Totò, Peppino De Filippo e tutti i giganti del cinema neorealista e della commedia all’italiana. “Il vigile”, “Lo sceicco bianco”, “Il vedovo”, “Il medico della mutua”, “Il conte Max” le libere trasposizioni di Molièr, non basterebbe un’intera enciclopedia per contenere tutti i suoi incredibili successi. Ma è nel celebre film “Il marchese del Grillo” di Mario Monicelli, che Sordi salda definitivamente la sua bravura. Un racconto popolare nella Roma dei papi, un nobile burlone che riesce con i suoi scherzi a prendere in giro le debolezze dell’umanità, amare e graffianti, note stonate di una società ottocentesca ricca di contraddizioni e ipocrisie. Una vita vissuta respirando le centinaia di sfumature dei suoi personaggi, tutti volti della stessa medaglia, la sua.
