PSICOLOGIA E MEMORIA DI UN “QUASI QUATTRENNE”

a cura di Elio Notarbartolo

La trasmissione di Paolo Mieli sulle “4 giornate di Napoli” mi induce a testimoniare qualcosa che è rimasta nella mia mente di piccolo bambino.
Abitavo, con mia madre e i miei due fratelli al viale delle Acacie, proprio di fronte al Liceo Sannazzaro.
All’epoca era adoperato come caserma dei tedeschi e io ricordo perfettamente i carri armati disposti sul piazzale interno al muro di cinta.
Uscimmo mia madre ed io, e mia madre mi teneva per mano.
Girammo l’angolo tra il lato corto dove era lo scalone di marmo dell’ingresso principale e ci dirigemmo verso la stazione della funicolare.
Ad un certo punto dalla garitta posta sull’apertura del muro di cinta sul lato lungo uscì una sentinella tedesca.
Appena lo vide, mia madre strinse di più il mio polso, e si mise ad attraversare la strada.
Anche la sentinella attraversò la strada e si avvicinò a noi.
Aveva una caramella in mano e me la porse.
“Vedi, io buono, io buono” e mi porse la caramella. Poi tornò indietro verso la garitta.
Non so se il giorno dopo o poco più, io, come al solito stavo in strada a giocare liberamente con altri ragazzi: era mattina e mi sentii afferrato per la collottola da mia madre.
“Oggi è pericoloso stare in strada” mi disse con la massima calma che poteva e mi portò a casa.
Anni dopo ho capito che era il 29 settembre ed era il 1943!
Avevo dunque, quasi 4 anni.
Questa testimonianza per dire due cose: al Vomero dove abitavo, la popolazione era informata dell’azione che sarebbe dovuta avvenire. Mia madre aveva nascosto una piccola mitragliatrice senza il caricatore , che forse era stato nascosto in altra abitazione, perchè poi noi fratelli la trovammo, e quando avevo 8 anni, ne usammo la canna opportunamente segata da mio fratello Gaetano, facendone due cerbottane.
Seconda informazione, di carattere psicologico: sicuramente in precedenza mio nonno mi aveva insegnato a distinguere le campanule e la passiflora, mi aveva fatto distinguere l’Orsa Maggiore nel cielo, ma non era riuscito a farmi vedere la stella polare nonostante lunghi sforzi. Forse cercavo una stella grande dati i suoi sforzi per farmi capire dove fosse.
Morale: i bimbi sono più grandi di quanto immaginiate.

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