Omero e Ulisse passarono per Coroglio

E’ stato sempre vivo il dibattito sui luoghi italiani dell’Odissea, e certe puntualizzazioni risultano molto più credibili di quanto ci fecero sapere sui banchi di scuola. Omero conosceva bene l’Italia meridionale e la costa tirrenica: conosceva l’isola di Capri e gli isolotti de Li Galli dove molti studiosi si sono trovati d’accordo nel vedere in essi i luogo delle Sirene. A proposito delle sirene, è un falso della fantasia rappresentarle come bellissime donne dalla coda di pesce. Ulisse parla del loro canto irresistibile, non della loro bellezza. Infatti gli Antichi Greci ci hanno tramandato immagini di sirene come uccelli dal volto femminile molto più compatibili con il canto che con la bellezza.

Bene: e Polifemo, la sua grotta, la sua terra ricca di pampini e di uva, i massi scagliati contro la nave di Ulisse? Non si tratta della Sicilia, dice uno studioso francese Victor Bernard: lì non si trova l’isola delle capre con il suo porto piccolo piccolo. Si tratta di Nisida, dice Bernard, e i massi scagliati da Polifemo contro i Greci sono i due scogli a forma rastremata in alto sotto Trentaremi che si conoscono come scoglio di Levante e scoglio di Ponente.

Coroglio

E la grotta di Polifemo? Era posta in alto rispetto al mare, racconta Omero. Ulisse vi giunge con 12 compagni con un percorso in salita. La caverna è alta e profonda. Sulla salita di Coroglio a poca distanza dal mare c’è ancora oggi, e ben conosciuta, la bocca di una altissima caverna, oltre 10 metri, che nel tempo fu allungata e conformata dai Romani che crearono un tunnel che ancora oggi porta a quella che fu la villa di Vedio Pollione. I Romani prolungarono per oltre 700 metri l’originaria caverna naturale e sboccarono proprio verso Trentaremi. La larghezza della grotta, oltre 6 metri, la sua originale profondità, la sua ancora oggi naturale altezza, 10 metri, accreditano questa spelonca che oggi fa da ingresso al Parco di Posillipo come l'”antro di Polifemo”. D’altro canto deve si trova l’ingresso al regno dei Morti, se non al lago d’Averno? Dove si trovano le Sirene se non nella penisola sorrentina? E allora, che “ci azzecca” direbbe Di Pietro, la Sicilia, Aci Trezza con tutti questi posti così vicini e ben individuati? E’ più facile pensare che chi raccontò di Polifemo si sia riferito a Bagnoli, a Nisida e all’ingresso del parco di Vedio Pollione.

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