Marciapiedi napoletani

Ora marciano i piedi sull’arte contemporanea

a cura di Maria Lista

Saltano subito all’occhio, in uno dei quartieri buoni della città di Napoli, i vivaci colori dell’intervento di Ruben. Il Vomero caratterizzato, una volta, dalle belle alberature di Platani invitanti al passeggio ora, è il caso di dirlo, segna il passo. È da diverso tempo che gli spazi comuni come i marciapiedi versano in uno stato di degrado dovuto al taglio selvaggio degli alberi, a escrementi di animali lasciati dai padroni, a occupazione sproporzionata di suolo pubblico da parte dei locali e da sconnessioni della pavimentazione. Degrado questo che connota da imbruttimento uno degli elementi di forza di questo quartiere, tanto da essere spesso oggetto di discussione poiché non se ne sente più la prevalenza all’interno di un sistema di riferimento urbano. Il marciapiede di via Massimo Stanzione per fare un esempio è ampio tanto da consentire il passaggio delle persone nei due sensi di marcia contemporaneamente, peccato che lo stesso abbia una pavimentazione che è stata più volte rattoppata con interventi di colatura di asfalto lì dove le mattonelle di cemento pressato sono saltate a causa dell’usura e del parcheggio improprio di motoveicoli. Il marciapiede ormai lo si poteva interpretare come un esempio della teoria della “finestra rotta”, incuria su incuria. In questo scenario si è inserito Ruben D’Agostino e assistenti che hanno saputo ribaltare la situazione tanto da creare un intervento di Street Art che positivizzasse l’impatto con il marciapiede. Hanno quindi realizzato con un gioco cromatico su sfondo bianco una configurazione di figure geometriche disposte apparentemente in maniera casuale. In realtà sono state inserite in corrispondenza dei rattoppi.

Ruben D’Agostino

L’intervento è oggetto di osservazione, riflessione per i passanti e divertimento motorio da parte dei bambini che così marciano sull’arte contemporanea. Ci si domanda allora il marciapiede assolve alla sua funzione originaria? È un luogo veramente dedicato al passeggio dei pedoni? L’arte può essere in questi casi il mezzo per ribaltare le compromissione del tempo e degli uomini degli spazi pubblici, facendone assumere nuovi valori estetici e funzionali. Nella nostra memoria emergono quindi in un inevitabile confronto, le belle immagini delle pavimentazioni di Marx Burle che permettono al pedone di vivere con diverse modalità partecipative gli spazi della città. Sono esempi da perseguire per dare nuova qualità abitativa e decoro alla città.

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