MUSICA E CULTURA AL PETRAIO DI NAPOLI
di Silvana D”Andrea
E’ uno scenario di altri tempi, quello del Petraio le cui non sempre modeste casette hanno facciate in pietra tra viuzze, scale strette e larghi pianerottoli di pietra lavica: lo accompagna il panorama da mozzafiato che si apre sopra il maestoso, dominante, smpre nuovo golfo di Napoli .
Ed in un giorno di festa, domenica 31 maggio, in una giornata capricciosa tra sole e timidissimi schizzi di pioggia, il coro “Le Voci di Massabielle” è riuscito a regalare nell’antico villaggio del Petraio la magia delle melodie di canzoni antiche, cantate con voci carismatiche abituate alle sale dei concerti e dei teatri, cariche di gioia, di entusiasmo, tra le note di un’ottima pianista, e dirette della maestra Ninì Spinelli che, con cultura non solo musicale, con il costante lavoro di scelta e di omogeneizzazione, ha reso il coro di una professionalità
di prim’ordine.
Il solista, il tenore Massimo Macrì, con il fecondo intreccio del coro, ha incantato, e ha sorpreso il pubblico passante, la gente raccolta sui terrazzi delle case, curiosi, e turisti
Si è , d’incanto, creata un’atmosfera magica, nella fusione del calore delle melodie con il calore del sole , e con il panorama inaspettato e prepotente in quelle strettoie, che ha trasformato il borgo, di norma silente e appartato, in una gioia collettiva, degna delle più vibranti zone della Napoli che vive.
