Museo di San Martino: un marchese nel cimitero dei monaci

Napoli- Come tutti sanno, il Museo di san Martino è ubicato nell’antica, omonima certosa che domina la collina del Vomero.
È interessantissimo da visitare per le molteplici peculiarità di fatti storici che interessano la città e riportati nei documenti, nell’oggettistica, nella quadreria, nell’armeria e in tutte le sezione del ricchissimo museo.
Nel chiostro grande, in un recinto apposito, è il cimitero dove venivano interrati i monaci che avevano abitato l’abbazia.
Anche questo è un “pezzo” interessante.
Una volta c’era una lapide che faceva riferimento ad un marchese che chiese ed ottenne di dividere la tomba con i suoi amici monaci.
Perchè?
I fatti risalgono al 12 dicembre 1587: un fulmine cadde direttamente nella polveriera del forte di S. Elmo, adiacente alla certosa, provocando un enorme scoppio che distrusse gli alloggi militari e la cappella.
Morirono 150 uomini e si verificarono danni anche nei dintorni.
Il castellano, don Diego Marriquez, non era, per fortuna, negli alloggiamenti. Era andato nell’adiacente certosa a trovare i monaci, sempre gentili con lui ed ospitali: forse era andato a pranzo da loro.
Sia lui, che era marchese di Cirella, sia tutti i monaci non furono nemmeno feriti. Uscirono illesi, ma il fatto rimase nell’emozione del Priore dell’abbazia e del comandante delle truppe del forte.
Lui era stato salvato dal senso di amicizia e dalla sicura disponibilità dei monaci nei suoi riguardi.
Chiese, allora, al Priore di poter condividere la futura tomba con i monaci e il priore, riconoscendo nella visita, che il militare aveva voluto improvvisare al monastero, una emanazione miracolosa, dette il suo assenso.
Il marchese, poi, morì il 6 novembre 1637, cioè ben 50 anni dopo, ma il suo posto nel cimitero dei monaci gli era stato conservato.
Chissà se la sua sepoltura seguì le procedure riservate ai monaci, il cui cadavere veniva steso su una tavola di legno senza esser chiuso in bara o altri tipi di contenitori e interrato.

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