Libertà: Casa, Prigione, Esilio – Il mondo di Yassin al-Haj Saleh
Yassin Al-Haj Saleh - (immagine dal web)
Nel libro “Libertà: Casa, Prigione, Esilio, il mondo” (Terra Somnia Editore) di Yassin al-Haj Saleh, un viaggio esistenziale tra memoria, resistenza e libertà, che trasforma l’esperienza siriana in una lezione universale per il nostro tempo.
di Bruno Marfé
In un mondo segnato da conflitti continui, migrazioni forzate e crescenti tensioni politiche, parlare oggi di un libro pubblicato cinque anni fa può sembrare inattuale. Eppure “Libertà: Casa, Prigione, Esilio, il mondo” (Terra Somnia Editore) di Yassin al-Haj Saleh rivela una straordinaria capacità di anticipare e interpretare le sfide contemporanee. La sua riflessione sulla libertà, sul prezzo della resistenza e sull’indifferenza internazionale non ha perso nulla della sua urgenza: oggi, più che mai, le lezioni di chi ha vissuto direttamente prigionia, esilio e guerra risultano strumenti indispensabili per comprendere le crisi che scuotono ancora il Medio Oriente e l’intero contesto globale. E dunque, il concetto di libertà appare più che mai un bene prezioso, ma anche vulnerabile. Lo dimostra con forza l’opera di Yassin al-Haj Saleh, intellettuale siriano tra le voci più lucide e coraggiose della diaspora mediorientale. Il suo libro, tradotto in italiano dalla professoressa Monica Ruocco per la collana Nuove Terre – Terra Somnia editore, è giunto ormai alla terza ristampa, segno della sua attualità e del suo impatto.
Ho avuto il privilegio di assistere, nell’ottobre 2021, all’incontro con l’autore durante il festival di Internazionale a Ferrara, che aveva inserito il volume tra i libri più significativi dell’anno. Quell’esperienza ha reso tangibile il valore del testo: ascoltare la sua voce, i suoi racconti, le sue pause cariche di memoria, è stato come leggere tra le righe di un libro che già vibra di vita vissuta.
Casa, Prigione, Esilio: una geografia della libertà
Il titolo stesso racchiude la mappa esistenziale di al-Haj Saleh:
• Casa, luogo d’origine e di appartenenza, tradita e devastata dalla guerra.
• Prigione, dove trascorse sedici anni (1980-1996) sotto il regime di Assad: una detenzione che non lo ha spezzato, ma ha affinato il suo pensiero sulla tirannia.
• Esilio, iniziato dopo la rivoluzione del 2011, quando fu costretto a lasciare la Siria per sfuggire alla repressione e alla minaccia jihadista.
Questi tre luoghi – che sono al tempo stesso fisici, simbolici e politici – si intrecciano con la quarta dimensione del titolo, “il mondo”, inteso come spazio più ampio in cui l’esperienza siriana si lega alle responsabilità e alle omissioni dell’Occidente.
Una testimonianza che supera i confini della Siria
Il libro non offre risposte semplici: interroga il lettore su che cosa significhi davvero la libertà quando essa è negata da regimi autoritari, dall’estremismo religioso e, spesso, dall’indifferenza internazionale. È un testo che mette a nudo la distanza tra la retorica occidentale sulla libertà e la sua realtà concreta per chi la perde o deve conquistarla a caro prezzo.
A Ferrara, questa riflessione ha assunto una dimensione ancora più viva. L’autore non parlava soltanto della Siria, ma di un destino che riguarda tutti: l’urgenza di custodire la libertà come bene fragile, da difendere ogni giorno. L’ascolto diretto della sua voce ha trasformato il libro da semplice opera letteraria a strumento politico e morale per comprendere il presente.
Un libro da non dare per scontato
“Libertà: Casa, Prigione, Esilio, il mondo” è, in definitiva, una lezione universale sulla resistenza umana e intellettuale. Uscendo dalla sala di Ferrara ho avuto la netta percezione che questo non sia un libro “da leggere e archiviare”, ma un testo da portare con sé, come monito e come invito a non smarrire il senso autentico di una parola troppo spesso svuotata: libertà.
