LA ROBOTICA NELL’ANTICHITA’
di Silvana D’Andrea
Un’ambizione millenaria dell’uomo è stata quella di potersi riprodurre in una creatura artificiale. Un sogno che si è poi sviluppato nelle direzioni della robotica e l’automatismo e recentemente nella clonazione. Dagli albori delle prime civiltà, l’antenato dell’automa meccanico si riconobbe nei topos delle statue, comparse nell’antica Grecia, (III^secolo a. c) per opera di abili geni, che le definirono “Creature meravigliose animate”. In realtà erano solo meccanismi camuffati in statuette lignee con le braccia articolate, con verisimiglianza umana e capacità ingannevole e illusoria di inscenare, nelle cerimonie religiose, la vitalizzazione delle divinità. Con la nascita del teatro greco e la progressiva laicizzazione di rappresentazioni, le statue si sostituirono con bambole semi movibili in grado di camminare e anche di recitare.
I luoghi delle rappresentazioni erano piazze o chiese, con un apparato scenotecnico capace di riprodurre fedelmente l’ambientazione reale, per mezzo di complessi congegni: la“ mechanè (gru) creava l’effetto della divinità che scendeva dal cielo, piattaforme mobili con ruote sottostanti, per simulare il movimento dei cocchi o delle navi , specchi che simulavano ombre e fantasmi oltre a repentini cambi di scena. L’artefice e l’ardito realizzatore dei sorprendenti meccanismi fu Erone d’Alessandria (I^secolo d. c) scienziato,ingegnere, matematico, che grazie alle sue opere (Pneumatica, Automata, Mechanicka, Spiritualibus ) venne ricordato come un ideatore del teatro degli automi e per la straordinarietà di meccanismi complessi.
L’intera enciclopedia alessandrina fu tradotta in latino e volgare e per oltre duemila anni divenne per studiosi e inventori, una fonte inesauribile di conoscenze di meccanismi complessi e del linguaggio universale della matematica. Un eccezionale capolavoro d’ingegneria idraulica si ebbe con la ”macchina di Marly”, la più grande macchina idraulica per il sollevamento delle acque della Senna fino alla sommità della collina per incanalarla in acquedotti che avrebbero alimentato le fontane della reggia di Versailles, con acqua sufficiente a permettere l’effettuazione degli scenografici giochi d’acqua delle fontane, tanto cari a Luigi XIV^, il Re Sole. L’esempio parigino portò, quasi in contemporanea, all’avvio di grandi opere di ingegneria idraulica: Reggia di Caserta, Villa d’Este a Tivoli- L’entusiasmo e la genialità per la meccanica applicata degli artigiani medievali raggiunse il suo culmine nell’invenzione dell’orologio meccanico,un’invenzione di importanza fondamentale nella storia tecnologica dell’Occidente, che nel Rinascimento finì per assurgere a simbolo di perfezione estrema dell’universo e del corpo umano. I primi orologi meccanici furono quelli pubblici, di grandi dimensioni, sistemati su torri e campanili delle chiese anche con suonerie automatiche e considerati oggetti di prestigio per molte città che lo vollero come simbolo di ricchezza e potenza ed è in questa chiave che furono interpretati gli abbellimenti e le meraviglie(come l’orologio dei Mori a Venezia). La tecnica meccanica agevolò la produzione di macchine tessili e segherie,mulini ad acqua ecc, con lo sviluppo di una robotica per
l’eliminazione dell’intervento umano in ambiti industriali, civili e militari. Da millenni leggende e romanzi ci hanno raccontato storie di creature artificiali dotate di volontà propria, da Paracelso con la creazione dell’ ’Homunculus” con lo sperma umano fecondato nel ventre di una vacca. Una futuristica inseminazione artificiale che fu redatta nella sua opera “De Natura Rerum” ,(la ricetta per la loro riproduzione).Ma l’Homunculus non rimase soltanto un agente fecondante ma sopravvisse nella fantasia di Mary Shelley che, nel 1818, pubblicò il primo romanzo di fantascienza “Frankenstein” che diede vita a quattro generazioni di scrittori e per l’alta tecnologia impiegata, rappresentò il primo robot umanoide più avanzato in assoluto. Oggi la robotica può essere messa al servizio delle neuroscienze e delle scienze cognitive sull’onda dei notevoli progressi sulla tecnologia.
