07/03/2026
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È morto Sidney Poitier, primo afroamericano a vincere l’Oscar come miglior attore

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Immagine da Il Fatto quotidiano


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REMOVES REFERENCE TO THE BAHAMAS - FILE - President Barack Obama presents the 2009 Presidential Medal of Freedom to Sidney Poitier during ceremonies in the East Room at the White House in Washington on, Aug. 12, 2009. Poitier, the groundbreaking actor and enduring inspiration who transformed how Black people were portrayed on screen, became the first Black actor to win an Academy Award for best lead performance and the first to be a top box-office draw, died Thursday, Jan. 6, 2022. He was 94. (AP Photo/J. Scott Applewhite, File)

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di Maurizio Vitiello, sociologo e critico d’arte

Aveva 94 anni ed era la star di “Indovina chi viene a cena?” e “La calda notte dell’ispettore Tibbs”.

Due premi Oscar (il primo attore afroamericano a vincere nel ’64 la statuetta per “I gigli nel campo”), tre Golden Globe, 2 premi al festival di Berlino, la medaglia presidenziale della libertà consegnata da Obama e innumerevoli altre medaglie hanno costellato la carriera di Sidney Poitier, morto ieri a 94 (lascia sei figli avuti da due mogli diverse) anni dopo aver conquistato il pubblico di tutto il mondo con titoli come “Indovina chi viene a cena?” e “La calda notte dell’ispettore Tibbs”.

Fu il pioniere, con Harry Belafonte, di quel black power di Hollywood che oggi ci permette di applaudire Morgan Freeman, Denzel Wasghinton, Samuel Jackson, Will Smith.

 APPROFONDIMENTI

«Indovina chi viene a cena?» La favola (ribelle) di Hollywood

Nato il 20 febbraio 1927 a Miami, in Florida, cittadino delle Bahamas, cresce a Cate Island, a 13 anni lascia la scuola per il lavoro e nel 50 debutta in “Uomo bianco tu vivrai”, cui seguono “La parete di fango” nel ‘58 “Il seme della violenza” di Richard Brooks con Glenn Ford insegnante in una classe di teppisti all’avvento del rock.

Quando arrivò a New York dai Caraibi a 16 anni con tre dollari i tasca, era così povero che dovette dormire in un deposito di autobus ma nel corso del tempo e della sua storia cinematografica (il teatro lo aveva respinto) ha contribuito ad abbattere le barriere del razzismo, come nella “Parete di fango” in cui è legato con una catena al bianco Tony Curtis, regìa di Stanley Kramer.

Capitolo fondamentale di questa lotta fu il ruolo del medico John Prentice, fidanzato di una ragazza bianca della famiglia liberal dei futuri suoceri Spencer Tracy e Katharine Hepburn.

Un altro film famoso fu nel ’67 “La calda notte dell’ispettore Tibbs” di Norman Jewison (con due sequel), quasi una serie di crime story che conquistò 5 Oscar e Poitier era l’ispettore Virgil Tibbs al fianco di Rod Steiger. Nel corso della carriera diresse anche alcuni film d’azione, tra cui una trilogia con Bill Cosby. Nel 2002 vinse l’Oscar alla carriera.

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