07/03/2026
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di Silvana D’Andrea

Saggezza del passato salute del futuro

I fiori sono sempre stati un incomparabile dono di bellezza, forma e profumo, detentori di significati e poteri mistici e terapeutici con un loro utilizzo medico, esoterico.

Selvatici o coltivati in giardini, sbocciati nelle opere d’arte e tra le pagine di grandi opere letterarie, nella mitologia greca, nel culto della natura, con le feste di primavera e gli antichi riti campestri, simboli floreali con significati che si sono formati nella lunga storia del pensiero e delle credenze umane, evolvendosi, poi trasformandosi e divenendo un linguaggio con un complicato sistema di simbolismi.

A ogni fiore era associato un sentimento,uno stato d’animo,un evento della vita, un dono d’amore,di amicizia, di affetto.

Quando nutriamo speranze o preghiamo, amiamo o piangiamo per un lutto, ci esprimiamo con i fiori. Rose rosse e tulipani sono stati da sempre fedeli messaggeri degli amanti in un’epoca di proibizioni (medioevo) e regine dell’amore. Si racconta che il tulipano, secondo una leggenda, era nato dalle gocce di sangue versate da un innamorato. Presenti in tutte le manifestazioni popolari con le infiorate o nella notte di San Giovanni dove si facevano mazzolini con fiori di aglio,di carota per scacciare le streghe.

La natura, nella sua maestosità, ha sempre racchiuso affascinanti storie,miti e leggende che risalgono alla Bibbia e raccontano i fiori dal giardino dell’Eden, fiori considerati magici, amuleti scaccia guai(i fiori del rosmarino)ed altri che sono stati fonti d’ispirazione per pittori,artisti, scrittori in varie epoche come nell’Ottocento, il secolo romantico, Alessandro Dumas scrisse “la signora delle camelie dalla quale Giuseppe Verdi trasse ispirazione per La Traviata . Così le camelie divennero sinonimo di amore, seduzione e fedeltà. E così anche Calendula, camomilla, borragine, malva, mughetto, peonia, campanula, che furono considerati magici e inoltre fiori d’arancio durante il matrimonio, i papaveri che fiorirono sui campi di battaglia simboleggiavano il sangue versato dai soldati.

Nella fede cristiana la Vergine Maria sarà sempre associata al giglio bianco, simbolo di purezza.- La comunicazione del sentimento espresso attraverso i colori, la delicatezza, la luce dei fiori ispirò un’italiana Paolina Grati che scrisse nel 1898 “Il linguaggio dei fiori” florigrafia) ovvero il linguaggio delle emozioni.

La moda femminile fino ad allora francesizzata, venne consacrata nella figura pioneristica di Rosa Geroni prima creatrice della moda italiana(1867) che ispirandosi alla “Primavera” di Botticelli, vinse il Gran Premio per la sezione Arte Decorativa con abito con ricami a motivi floreali. Si diffuse l’idea del fiore come accessorio d’eleganza, le donne cominciarono così a portare dei piccoli mazzi durante i grandi balli, mentre gli uomini sostituirono le cravatte con i fiori, per finire a indossarli all’occhiello della giacca.

Nel primo decennio del Novecento, la cultura occidentale, ossessionata dall’idea dei fiori, la introdusse anche nell’architettura con lo stile liberty caratterizzato da linee morbide e sinuose legate al mondo fitomorfico e floreale e in tutti i generi artistici: dalle facciate dei palazzi ai cancelli, dai gioielli alle porcellane .

Nella nostra epoca, la loro conoscenza si è tradotta in svariate discipline: l’omeopatia, l’aromaterapia, la fitoterapia, un ritorno alla natura, un omaggio alle prime mediche e anatomiste della storia occidentale, oltre che alle prime farmacologhe conoscitrici della medicina empirica, le futuriste del 600: le guaritrici di campagna.

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