Arnaldo Garcez: Un Ponte Artistico tra Amazzonia e Italia
Arnaldo Garcez
di Bruno Marfé
Di recente ho avuto l’opportunità di rivedere Arnaldo Garcez, questa volta nella sua vivace città natale, Manaus, situata nel cuore dell’Amazzonia. L’artista brasiliano era come sempre immerso nel suo ultimo progetto pittorico, una testimonianza della sua inesauribile creatività che lo lega all’arte da molti anni. La sua visione artistica trascende i confini del Brasile, creando un legame profondo e significativo con l’Italia, in particolare con il Sud.
Dopo aver studiato disegno, pittura, scultura e incisione alla Scuola di Arti Visive di Parque Lage a Rio de Janeiro, nel 1983 si è trasferito in Germania per approfondire l’espressionismo e la litografia. La sua passione per la ricerca lo ha portato a studiare Architettura e Interior Design, a partecipare a workshop sui materiali e pigmenti, e a seguire corsi di disegno e modello dal vivo all’Accademia di Belle Arti di New York. Attualmente, sta esplorando i pigmenti naturali, un ritorno alle sue origini che si riflette anche nel suo impegno sociale.
In collaborazione con FUNARTE, ha creato il laboratorio di arte-educazione “Urucum e Carbone come Elemento di Linguaggio”, un progetto volto a stimolare la creatività utilizzando materiali semplici e accessibili per la popolazione amazzonica, come l’urucum, il carbone e gli scarti di bobine di carta. Questo progetto ha portato Arnaldo a tenere corsi in diverse università dell’Amazzonia, dimostrando il suo impegno per la diffusione dell’arte e della cultura.
La sua notorietà ha oltrepassato le gallerie d’arte, raggiungendo anche il piccolo schermo. Le sue opere sono state utilizzate per creare scenografie in diverse soap opera di TV Globo, come Cheias de Charme, Passione, Caminho das Índias, Belíssima e molte altre, rendendo i suoi dipinti familiari a milioni di telespettatori. Dal 2007, partecipa ogni anno all’Artexpo New York, un evento di grande rilevanza nel panorama artistico e culturale, dove artisti e gallerie di vari paesi si incontrano. Le sue opere sono state esposte in numerose città del mondo, tra cui Lisbona, Miami, New York e, naturalmente, Napoli.
Il fascino di Napoli e l’eco di una poesia che diventa canto
La sua prima visita in Italia risale all’estate 2018, quando tramite amici comuni giunse a Napoli e nella storica Casina Pompeiana di Napoli organizzammo una sua personale “Architettura a colori”. Fu un incontro straordinario: Napoli, con la sua ricca storia, il suo vibrante caos e la sua bellezza senza tempo, ha catturato completamente l’anima dell’artista. Un’emozione così intensa da spingerlo a dedicarle una poesia, “Poesia a Napoli”, che si è poi trasformata in una canzone, un inno alla città che gli ha rubato il cuore.

Il testo della poesia, tradotto in italiano, recita:
“Parlare di Napoli non è così semplice come si immagina, bisogna farlo con il cuore puro in un volo calmo e tranquillo sulla sua geografia affascinante.
Ma per capire le ragioni che rendono Napoli un luogo amabile è necessario lasciar correre lo sguardo libero sulla sua storia impressa nella sua architettura millenaria.
Parlare di Napoli è ascoltare le sue canzoni e vedere la gioia riflessa nel volto del suo popolo che custodisce la sua cultura con l’orgoglio di essere napoletano.
Parlare di Napoli è lasciarsi contagiare dall’emozione ogni giorno con il semplice desiderio di essere felici.
Perché in effetti, parlare di Napoli è parlare d’amore.”
Successivamente, la poesia è stata musicata e trasformata in una canzone, con il testo da me tradotto e la musica di Adalberto Holanda e Ciro Formisano.
Un’Arte in movimento: performance dal vivo tra Napoli, Pozzuoli e oltre
Da quel primo incontro, Arnaldo è tornato più volte in Italia. Le sue opere hanno trovato spazio in prestigiose sedi, come l’Ambasciata del Brasile a Roma e in varie occasioni in Umbria, ma il richiamo di Napoli è sempre rimasto. Arnaldo ha scoperto nel capoluogo campano e nei suoi dintorni un ambiente accogliente e stimolante, portando la sua arte oltre le mura delle gallerie. I suoi dipinti hanno decorato i muri di vari locali, dove ha deliziato il pubblico con indimenticabili “pitture dal vivo”.

Tra i luoghi che hanno ospitato il suo talento, oltre a diversi ristoranti tra Napoli e Pozzuoli, spicca il ristorante “MooSì” a Castel Volturno. In queste performance, dove l’atto creativo prende forma in tempo reale, Arnaldo ha riscosso un notevole successo, dimostrando la sua capacità di connettersi con il pubblico attraverso l’immediatezza dell’arte. Tra i quadri realizzati durante queste esibizioni, una “pittura dal vivo” è stata trasformata in una stampa in edizione limitata, firmata personalmente dall’autore, con la collaborazione di un talentuoso grafico di Castel Volturno, Paolo Fedi. Due copie delle stampe sono state donate agli attuali sindaco e assessore alla cultura del comune domitio. Questo gesto rafforza ulteriormente il legame tra l’artista e il territorio.
L’Arte di Arnaldo Garcez: un ponte tra culture
L’arte di Arnaldo Garcez rappresenta un dialogo continuo tra le sue radici amazzoniche e le influenze assimilate dai suoi viaggi. I suoi “colori” architettonici, che hanno incantato Napoli, riflettono un’anima attenta, capace di osservare, assorbire e tradurre le emozioni in tele vibranti. Il suo legame con l’Italia, alimentato da esposizioni e da un’autentica fascinazione per la sua cultura e i suoi luoghi, dimostra come l’arte possa fungere da potente veicolo di connessione tra mondi apparentemente distanti.
Mentre Arnaldo continua a creare a Manaus, la sua mente e il suo cuore restano in parte legati all’Italia, un paese che ha accolto la sua arte e la sua sensibilità, arricchendo il suo percorso umano e professionale.
Quali altre storie potrebbe raccontarci Arnaldo Garcez attraverso le sue prossime opere, ispirate dai suoi viaggi e dalle sue profonde connessioni?

