Archeologia siderale e misteri della storia
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Dalle aeronavi fantasma ai clipei ardenti, dal caso Magenta al mito di Roswell: un percorso tra archeologia misteriosa e fenomeni aerei non identificati
di Silvana D’Andrea
Il cielo è sempre stato un luogo di enigmi, per questo continua a sedurci e a sorprenderci.
Con la sua maestosa ambiguità e nella vastità del suo spazio misteriosi oggetti volanti continuano a spostarsi ad alte quote.
Hanno accelerazioni proibitive, in barba alle leggi dell’aerodinamica.
I Radar ci trasmettono con ondate di avvistamenti, documentati da filmati governativi di piloti militari, civili, e migliaia di cittadini di tutto il Pianeta..
Il fenomeno degli oggetti volanti, affonda le sue radici dall’Ottocento con numerose cronache che raccontano di misteriose aeronavi fantasma, sigari volanti silenziosi, senza ali, luminosi in tutti i cieli del Pianeta.
Nel Novecento, enigmatici episodi rimasero ai margini della cronaca ufficiale, le astronavi fantasma divennero piatti capovolti, sfere luminose e dischi metallici.
Alla vigilia della guerra nell’anno trentotto, ci fu un episodio che lasciò un segno profondo nella storia del mistero aeronautico: lo schianto al suolo di un oggetto luminoso a Magenta(MI) il cui relitto recuperato, fu analizzato da una commissione segreta, istituita dal duce Benito Mussolini, nota come Gabinetto RS 33, guidata dal premio Nobel Guglielmo Marconi.
Secondo lo scienziato, il materiale del relitto apparteneva a una tecnologia sconosciuta, non terrestre, era simile all’alluminio, ma sottilissimo come un foglio e sulla superficie c’ erano incisi spirali, triangoli stilizzati, simboli simili ai geroglifici egiziani.
Il caso di Magenta fu avvolto dal riserbo e silenzio ufficiale, alimentando l’idea che ambienti governativi scientifici e autorità religiose vicine al Vaticano fossero già venuti a conoscenza dell’evento e delle sue implicazioni.
Nello stesso anno, anche il golfo di Napoli fu teatro di un misterioso avvistamento: pescatori della zona di Posillipo e piloti militari in ricognizione, riferirono l’emersione dal mare di un oggetto luminosissimo, rimasto riverso su un lato per pochi minuti, per poi alzarsi in cielo e scomparire tra le nuvole.
Nel 1947 il ritrovamento di misteriosi rottami per tutta l’area del deserto del Nevada, vicino alla cittadina di Roswell nel New Mexico, dette origine a uno degli episodi più discussi del Novecento: il caso Roswell, il primo ’Ufo crash, ( schianto al suolo) di un flying disc, come era stato diramato da comunicazione ufficiale dell’Air Force americano.
Il giorno dopo la versione ufficiale fu rapidamente modificata attribuendo l’incidente a un pallone aerostatico, facente parte del Project Mogul, costruito per intercettare onde sonore dei test nucleari sovietici.
Un complotto del silenzio, un enigma irrisolto anche dopo settanta anni dalla dichiarazione del Pentagono sul riconoscimento degli effettivi fenomeni aerei non identificati(UAP) con tecnologie sconosciute. Il caso Roswell scosse l’opinione pubblica mondiale aprendo una nuova era di interesse e di ricerca sugli oggetti volanti non identificati. Storici, ricercatori, appassionati, pionieri italiani tra i quali lo storico italiano Fenoglio che portò, negli anni sessanta alla nascita di due discipline: la Clipeologia” (clypeus scudi rotondi)) con racconti dei clipei ardentes(scudi romani), degli storici romani Tito Livio e Plinio il Vecchio descrivevano gli oggetti rotondi, luminosi e volanti, infuocati, avvistati nel cielo, come Clipei ardenti, scudi fiammeggianti, che rimanevano sospesi o si muovevano in modo anomalo. La Paleoufologia mirava a individuare presenze Ufo nelle antiche raffigurazioni artistiche e religiose dell’antichità: a Firenze nell’affresco della Madonna con San Giovannino (XV secolo) compare, sullo sfondo, un oggetto discoidale sospeso nel cielo, osservato da un uomo e il suo cane. Affreschi della Chiesa di San Lorenzo (Vicenza) : globuli circolari rossi durante scene bibliche, La Madonna del Parto (Campania): sfere luminose sospese tra le nuvole senza raggi in posizione laterale.
Chiesa di San Francesco di Paola a Napoli(XVII secolo): globi luminosi durante le scene miracolose.
Le piramidi egizie, secondo la paleoufologia furono costruite in zone energetiche particolari e orientate verso le stelle, come antiche stazioni per astronavi.
Il mistero di queste straordinarie costruzioni continua a suggerire tracce di contatti extra terrestri lasciando aperto un interrogativo che affascina da millenni.
Tra le spighe dorate i cerchi nel grano emergono come segnali silenziosi e perfetti custodi di un mistero che invita a guardare il cielo lasciando l’umanità il fascino inquietante di un possibile contatto extra terrestre.
