• September 18, 2019

ABRUZZO LATINO

anfiteatro

Gli Equi furono uno dei primi popoli italici a capire che l’alleanza con Roma sarebbe stata positiva per la loro gente e, dopo una guerra piuttosto breve, trovarono il modo di farsi riconoscere diritti e libertà.
Ebbero praticamente fortuna uguale a quella dei Romani e il loro territorio potè svilupparsi in pace e sicurezza.
Alba Fucens fu la città più importante che si sviluppò nel loro territorio, ferace perchè ricco di acque, e naturalmente difeso dalla natura prevalentemente montagnosa dei luoghi.
I Romani seppero mettere a disposizione la loro tecnica per la costruzione di strade e per la regimentazione delle acque: la regolazione del livello del lago Fucino attraverso la creazione di un emissario artificiale sta a testimoniare dell’impegno e della valentia di quella alleanza.
Il lago Fùcino, che è scomparso da circa 150 anni per l’ingordigia economica di qualcuno, era molto pescoso perchè si era formato in era glaciale e in esso si era sviluppata una popolazione di pesci capace di alimentare l’intero territorio.
Le colline erano dedite ad una ferace agricoltura di orti e di viti che consentivano un ricco commercio con Roma e con le popolazioni a nord.
Più o meno nello stesso modo si dovettero comportare gli abitanti della zona che attualmente costituisce la provincia di Chieti. La popolazione, però, era più guerriera: apparteneva alla stirpe sannita della tribù dei Marruccini.
Lì i Romani dovettero spendere più impegno, ma anche lì, una volta imposta con la forza l’ armonia con la popolazione stanziale, fu costruita la città di Teate che ebbe rapidamente un rispettabile sviluppo tanto da poter ospitare un teatro e un anfiteatro, oltre a qualche tempio.
Non ancora sono state completate le prospezioni archeologiche, ma il museo di Chieti è già ricco di reperti di epoca romana e di epoche precedenti a partire dall’età del bronzo.
E’ anche molto interessante, se ancora oggi non si conoscono le origini della popolazione dei Sanniti (che occupò la dorsale appenninica dalla Lucania fin tutto l’ Abruzzo alle gole del Sagittario, dove furono trovate parecchie tombe a fosso, caratteristiche dell’epoca più antica del costume sannita), la rimembranza di un costume che non appartenne nè alla tradizione etrusca, ne’ a quella greca.
Elemento di particolare originalità di questa zona teatina, è, infatti, la grotta del Colle di Rapino dove sono state rinvenute testimonianze del culto della prostituzione sacra che era professato ai tempi dei Sumeri, dei Babilonesi e poi dei Fenici, specialmente in Mesopotamia e nell’Asia minore e poi a Cipro. 
La conformazione prevalentemente montuosa di quelle zone possono, anche se pallidamente dare il sospetto che l’amore per la montuosità dell’Appennino fosse, in qualche modo, dettata dalla più antica esperienza degli avi della popolazione sannita, e, quindi, dare una ipotesi tutta da esplorare, sulla provenienza di questo popolo in Italia.

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