1949 – VOMERO, SAN MARTINO: I SOLDATINI DI FERDINANDO IV, IL GRANDE PRESEPE, PADRE ROCCO

a cura di Elio Notarbartolo

Napoli – Tutte le domeniche, a quel tempo, potevi entrare gratis al museo di san Martino.
Eravamo tre fratelli che, dopo la chiesa, amavamo passare il resto della giornata antimeridiana al museo del Vomero.
Perchè? O meglio: specialmente perchè?
C’era la raccolta dei soldatini borbonici (poi ho saputo che le divise belle e colorate le congegnava re Ferdinando IV); c’era il meraviglioso presepe Cucciniello (non ho visto mai un presepe che potesse essere paragonato al quel presepe, per le immagini, i pastori, gli angeli specialmente, i dettagli, la vita brulicante di popolo a rappresentare i “portatori”, gli “estasiati”, gli “oranti”, i “gaudenti”, le tavole imbandite, Cicci Bacco, il pastorello Benino ecc.); e c’era la cella di padre Rocco.
Chi era padre Rocco?
Era quel frate domenicano, gran predicatore, che aveva ottenuto di illuminare la città convincendo i popolani a non rubare l’olio delle lucerne, anzi a farne la manutenzione, sfruttando quella religiosità- magia che costituisce il fondo dell’anima di tanti Napoletani anche al giorno d’oggi.
I Napoletani oggi non sanno più chi era padre Rocco.
Nel 1949, sotto il peristilio che circonda il grande chiostro centrale dell’abbazia di san Martino c’era una grande stanza, tenuta in penombra, con la statua in cera di padre Rocco, posto seduto vicino alla finestra.
Faceva una certa impressione a noi piccoli visitatori-esploratori: la stanza era aperta, e ci avvicinavamo molto timorosi, nella tema (o paura vera e propria) che quella sagoma si potesse alzare da un momento all’altro e cacciarci.
Tante volte siamo andati a quel museo e tante volte siamo andati a trovare padre Rocco. E con la stessa sottile paura.
La cosa ci fece conoscere la storia di padre Rocco e un fatto che aveva interessato la nostra città, la prima, dopo Parigi, ad essere illuminata in maniera tanto estesa , tutta Spaccanapoli, fino a Porta Capuana, e vicoli adiacenti!
Ancora oggi, che la religiosità popolare è fortemente diminuita, potete incontrare qualche edicola sacra o tabernacolo dedicato a quello o a quell’altro santo, con l’immagine del quale, da metà 700 in poi. padre Rocco convinceva i popolani a tenere acceso il lumino ad olio e a proteggerlo dalla volontà dei delinquenti che volevano la città buia per poter tendere agguati ai viandanti notturni.

certosa San Martino, Vomero, Napoli

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