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Perché o Come? Due modi molto differenti di porsi nella vita

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di Marina Costagliola – Rubrica “A fondo nella mente” (giugno 2022)

Può sembrare un titolo strano ma ha il suo senso, che cercherò di mostrare attraverso una domanda che farò a tutti voi che leggete questo articolo. 

Che persona sei? Più una persona “perché” oppure più una del tipo “come”?

Provo a spiegarmi meglio: sei più una persona che si sofferma sul “perché” accadano le cose, rimanendo fissata su questo punto, sentendo di subire quello che succede, oppure ti domandi “come” mai è accaduta una determinata cosa, osservando il processo che si è svolto e che ti ha portato a quel risultato?

Riflettici… Pensa ad  un evento che ti è successo, magari non molto tempo fa, e che ha portato ad un esito che non ti è piaciuto tanto: come si è mossa la tua mente? si è soffermata come un martello pneumatico nella testa a suon di perché, perché, perché? Oppure ti sei chiesto come si è svolto l’evento,  cosa hai fatto tu, cosa ha fatto l’altro e, quindi,  cosa ha portato a quel tipo di esito? 

Chi segue prevalentemente il “perché” crea una sua atmosfera emotiva interna caratterizzata da una tonalità lamentosa e arrabbiata, attraverso la quale pensa che il mondo non vada bene, che le cose non vadano mai bene, che la colpa è dell’altro e anche di sé stesse, perché tutto  dovrebbe andare diversamente.

Le persone che seguono il “come” vivono la loro vita e le cose che accadono come un processo in cui le azioni generano altre azioni e le situazioni si intersecano, si modificano, dando origine ad altre situazioni spesso inaspettate e su cui hanno il potere se loro stesse cambiano.

Il nostro modo di pensare non è fisso ma è plastico nella misura in cui siamo noi a deciderlo. I pensieri non sono reali ma sono pensieri, e così  come scelgo un tipo di pensiero posso  decidere di averne un altro diverso. 

In base a come ci immaginiamo nel mondo, la narrazione che facciamo di noi stessi cambia e con lei tutto quello che ne segue: rappresentazioni, immaginazioni, visualizzazioni, emozioni, postura corporea. 

Provate a dire, “perché è successo questo?” e adesso provate a dire “come mai è successo questo?”. 

Sentitevi, ascoltatevi… che effetto vi fa?

ARTICOLO TRATTO DAL NUMERO DI GIUGNO 2022 DE LA RIVISTA IL CONFRONTO

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