01/05/2026
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Citotossicità dei nanomateriali lipidici contenuti in un vaccino mRNA Covid‑19

1. Illustrazione di nanoparticelle lipidiche (LNP)
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del Dott. Vincenzo D. Esposito

Con il termine nanoparticella si identificano normalmente particelle formate da aggregati atomici o molecolari con un diametro compreso indicativamente fra 1 e 100 nm. Si è ricorsi alla nanotecnologia per la preparazione di vaccini anti‑Covid e anti altre patologie come l’herpes, allo scopo di proteggere l’RNA virale dalle difese immunitarie innate dell’ospite. Anzi, la formazione di nanoparticelle è parte fondamentale della tecnica di ingegnerizzazione.

Quelle usate in medicina sono nanoparticelle lipidiche formate da diversi lipidi:

  • un lipide ionizzabile carico di particelle positive (+), e perciò cationiche;
  • un lipide legato al polietilenglicole, che aiuta a prolungare l’emivita della preparazione;
  • un fosfolipide a due strati e colesterolo, con funzione di stabilizzazione della fluidità di membrana.

Queste nanoparticelle hanno lo scopo primario di incapsulare l’mRNA per proteggerlo dalla degradazione enzimatica e favorire la penetrazione nelle cellule dell’organismo ospite dopo l’iniezione intramuscolare.

Ci sono evidenze della tossicità e pericolosità delle nanoparticelle. In primis, i lipidi funzionali ALC‑0315 e ALC‑0159 e il lipide strutturale DSPC sono eccipienti nuovi, mai utilizzati in Europa, e non sono registrati nella Farmacopea UE.

Le nanoparticelle riescono a trattenere l’RNA perché hanno una forte carica elettrica positiva e quindi interagiscono con l’mRNA, carico negativamente.

Dati sperimentali pubblicati prima della fabbricazione dei vaccini e del loro utilizzo hanno dimostrato che le nanoparticelle hanno effetti citotossici e genotossici, che vengono potenziati quando le nanoparticelle hanno una carica positiva. Questi lavori risalgono al 2012 (Kanasty, Fröhlich) e al 2017 (Barone 2017), quindi aver usato ugualmente questa tecnica è stato un atto criminale.

D’altra parte, la stessa BioNTech, co‑titolare con Pfizer del vaccino Comirnaty, lo ammette: nell’RNA Formulation for Immunotherapy del 26 novembre 2019 si afferma che le lipoplexes (termine con il quale si indicano le nanoparticelle lipidiche cationiche di cui stiamo parlando) hanno una elevata tossicità e ciò le rende problematiche e inadatte all’uso in ambito farmaceutico.

Ciononostante, l’EMA il 19 febbraio 2021 afferma testualmente: “Non sono stati condotti studi genotossici o di cancerogenicità, ma i componenti della formulazione del vaccino sono lipidi e RNA che non dovrebbero avere un potenziale genotossico” (EMA/707383, 2021, p. 55). “Secondo le linee guida non sono stati eseguiti studi di genotossicità o cancerogenicità. Non si prevede che i componenti del vaccino abbiano un potenziale genotossico. Ciò è ritenuto accettabile per il CHMP” (EMA/707383, 2021, p. 56).

Ritornando al meccanismo di citotossicità, è dimostrato che esse possono causare la morte cellulare attraverso la produzione di specie reattive dell’ossigeno (ROS), che si concentrano nei lisosomi, mitocondri e nucleo delle cellule (già risulta in uno studio del 2016, Yun et al.).

I principali rischi collegati sono: tossicità epatica e polmonare, soprattutto per l’aumento dei livelli ematici di calcio. L’interazione con proteine e altri componenti cellulari carichi negativamente provoca, fra l’altro, emolisi. Infine, comportano l’attivazione del sistema immunitario contro questi costituenti estranei per l’organismo, che può portare, oltre che allo shock anafilattico, a una infiammazione cronica di tipo autoimmunitario.

Questa foto mostra che, se si usano nanoparticelle neutre elettricamente, si ha meno danno, ma hanno pensato bene di fare un lavoro alla Mengele: così hanno usato la forma protonata, cioè più carica elettricamente.

In questa foto è riportato il testo del report dell’EMA che autorizza la commercializzazione del Comirnaty, il vaccino anti‑Covid che i colleghi di medicina generale propongono con solerzia ai loro pazienti. È sottolineato in rosso il funzionamento delle nanoparticelle.

Traduciamo dall’inglese: “Dopo la somministrazione intramuscolare… ALC‑0315 permette alle LNPs, le lipoparticelle che hanno una carica elettrica neutra in un ambiente fisiologico, di facilitare l’internalizzazione. A questo punto esse passano nell’ambiente endosomico della cellula ospite, qui esprimono una carica positiva (che porta alla rottura dell’endosoma) e di conseguenza attivano la traslocazione dell’RNA virale nel citosol (cioè all’interno del citoplasma della cellula ospite)”. 

Per spiegare la fotografia di cui sopra: la nanoparticella inglobante l’RNA, una volta penetrata per endocitosi nella cellula, subisce vari passaggi attraverso endosomi precoci, endosomi tardivi e lisosomi, lungo un gradiente di pH decrescente, fino a quando la sua carica cationica provoca la rottura della membrana endosomiale e il conseguente rilascio dell’RNA all’interno del citosol (vedi P. Patel 2021).
Quello di fronte al quale ci troviamo è un meccanismo tipo “cavallo di Troia”: amplifica la cascata di citochine infiammatorie già attivata dalla semplice infezione da Covid, distrugge i mitocondri e i lisosomi della cellula ospite, scatenando una citotossicità che si aggiunge a quella già prodotta dal virus.

A questo punto si impone una conclusione ovvia:
SOSPENDERE LE VACCINAZIONI CONTRO IL COVID‑19 A mRNA IN NANOPARTICELLE LIPIDICHE CONFORMEMENTE AL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE E ALLA LUCE DELL’ ARTICOLO 10 DEL CODICE DI NORIMBERGA (Insieme di princìpi normativi enunciati nella sentenza del tribunale militare americano che il 19 agosto 1947 condannò 23 medici nazisti, 7 dei quali a morte, per gli esperimenti condotti nei campi di concentramento):

DURANTE L’ESPERIMENTO LO SCIENZIATO RESPONSABILE DEVE ESSERE PRONTO A INTERROMPERLO IN QUALUNQUE MOMENTO SE INDOTTO A CREDERE CHE LA CONTINUAZIONE DELL’ESPERIMENTO COMPORTEREBBE PROBABILMENTE LESIONI, INVALIDITÀ O MORTE PER IL SOGGETTO UMANO.

Permettete alcune considerazioni di ordine politico da cui non possiamo prescindere. La vaccinologia nasce come scelta terapeutica nel 2000, quando i Paesi del G7 decidono che, per aiutare i Paesi poveri e poter sostenere le spese per la sanità pubblica dei loro Paesi democratici, poiché “per motivi economici le ditte non hanno interesse a produrre vaccini che siano adatti alla necessità di salute delle aree del mondo abitate da popolazioni che hanno un potere di acquisto estremamente limitato… proprio per raggiungere obiettivi che le singole istituzioni e gruppi non potrebbero mai raggiungere da soli”, nel 2000 nasce la GLOBAL ALLIANCE FOR VACCINES AND IMMUNISATION (GAVI), una cooperazione fra enti e istituzioni del settore pubblico e privato impegnati nel campo delle vaccinazioni, che concentra la sua attività in 73 nazioni fra le più povere al mondo.
A questa alleanza, il cui comitato scientifico è costituito anche dalla presenza costante di italiani, hanno aderito la Fondazione Bill & Melinda Gates, governi sia delle nazioni industrializzate sia di quelle in via di sviluppo, l’UNICEF, l’OMS, la World Bank… regina di Giordania, Graça Machel, moglie di Nelson Mandela, ecc.
La GAVI ha fatto la scelta di utilizzare meccanismi di mercato per finanziare le proprie attività: International Finance Facility for Immunization, Advanced Market Commitment, come strumenti finanziari innovativi che anche l’Italia, partner generoso e creativo del GAVI, ha contribuito a promuovere con un ruolo forse poco noto di leader internazionale.
L’IFFIm emette obbligazioni convertendo gli impegni pubblici a lungo termine in risorse di cassa immediatamente disponibili per la produzione e l’acquisto di vaccini. Gli AMC sono contratti offerti da un governo o da un ente che garantiscono in anticipo una certa quantità di acquisti del prodotto (in questo caso l’acquisto di un certo numero di dosi di vaccino).
L’immissione sul mercato dei GAVI Bonds ha consentito di raccogliere circa 5 miliardi di dollari, di cui 600 milioni dall’Italia, che hanno permesso di mobilitare risorse per l’acquisto di vaccini nel periodo 2006‑2015.
(La lunga citazione è ripresa da I vaccini fanno bene, a cura di Guido Forni, Alberto Mantovani, Lorenzo Moretta, Giovanni Rezza, ed. La Nave di Teseo. Questo libro è basato sul documento ufficiale dell’Accademia Nazionale dei Lincei.)

In quegli anni brillava la stella del signor Renzi e della signora Lorenzin; successivamente abbiamo avuto il professor Conte per due volte e il ministro Speranza; oggi il professor Schillaci, che ha fatto il giuramento di Ippocrate qualche anno fa e non lo ha dimenticato.
Non aggiungo altro. Spero che la parte scientifica non sia stata tediosa o poco chiara e che la parte di informazione politica sia stata sufficiente per farci tutti parte attiva di una campagna di boicottaggio della vaccinazione contro il Covid e, in generale, contro l’uso di vaccini geneticamente modificati.

Vincenzo Esposito
Medico – N. Ordine Napoli 16211

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