Visite fiscali INPS 2026: nuove regole, controlli più frequenti e cosa rischia chi non è reperibile
La riforma INPS 2026 introduce fasce di reperibilità uniche, controlli più frequenti e una stretta dovuta all’aumento dei certificati di malattia
di Marta Fiorisco
Nel 2026 cambia il modo in cui l’INPS controlla le assenze per malattia dei lavoratori. La riforma punta a rendere il sistema più uniforme, più digitale e soprattutto più severo, con controlli più frequenti e procedure più rapide. Le novità riguardano sia i dipendenti pubblici che quelli privati, con un obiettivo chiaro: contrastare gli abusi e garantire verifiche tempestive.
Certificati di malattia in crescita: perché servono più controlli
Secondo i dati dell’Osservatorio statistico sul Polo unico di tutela della malattia, nella seconda metà del 2025 l’INPS ha ricevuto 14 milioni di certificati, con un incremento del 2,8% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un trend che ha spinto l’Istituto a rafforzare i controlli, rendendoli più frequenti e meno prevedibili.
Fasce di reperibilità: orari uguali per tutti
La prima grande novità è l’uniformità degli orari. Dal 2026, le fasce di reperibilità sono identiche per pubblico e privato:
- 10:00 – 12:00
- 17:00 – 19:00
Questi orari valgono tutti i giorni, compresi sabati, domeniche e festivi. Il lavoratore deve trovarsi all’indirizzo indicato nel certificato medico e deve essere disponibile al controllo in qualsiasi giorno della malattia.
Controlli più frequenti e meno prevedibili
La vera stretta non riguarda tanto gli orari, quanto la frequenza dei controlli. L’INPS utilizza sistemi di selezione più avanzati che tengono conto di:
- storico delle assenze,
- ripetizioni sospette,
- periodi “sensibili” (ponti, prefestivi, lunedì e venerdì),
- segnalazioni dei datori di lavoro.
I controlli possono avvenire più volte durante la stessa malattia e persino più volte nello stesso giorno.
Inoltre, grazie alla nuova piattaforma digitale e al potenziamento del personale medico, l’INPS punta a garantire verifiche più rapide e capillari.
Assenza o irreperibilità: cosa succede davvero
Se il medico fiscale si presenta e il lavoratore non è reperibile, scattano conseguenze precise:
- Decadenza dall’indennità di malattia per i giorni non controllati.
- Sanzioni progressive in caso di recidiva.
- Possibile segnalazione disciplinare al datore di lavoro.
L’assenza è giustificabile solo in casi specifici, come:
- visite mediche documentate,
- urgenze sanitarie,
- motivi certificati e coerenti con la patologia.
In mancanza di prova, l’irreperibilità viene considerata una violazione.
Si può uscire durante la malattia? Sì, ma con regole precise
Fuori dalle fasce di reperibilità, il lavoratore può uscire. Tuttavia, il comportamento deve essere compatibile con la patologia: ad esempio, chi è in malattia per lombalgia non può essere visto a fare attività fisiche incompatibili.
Digitalizzazione e più medici: la nuova strategia INPS
Il 2026 segna un cambio di passo anche sul piano organizzativo:
- nuova piattaforma digitale per gestire controlli e richieste,
- aumento dei medici fiscali,
- possibilità di coinvolgere specializzandi e futuri medici di base,
- riduzione dei ritardi e maggiore copertura territoriale.
L’obiettivo è superare le inefficienze degli anni precedenti e garantire controlli più tempestivi.
Un sistema più severo, ma più chiaro
La riforma 2026 rende il sistema più prevedibile negli orari, ma più rigido nei controlli. Per i lavoratori rispettosi delle regole, non cambia molto. Per chi tenta di aggirarle, invece, il rischio di sanzioni è molto più alto.
