Don Ali, il “re dei maranza”, condannato a cinque anni: minacce, aggressioni e una lunga scia di reati
Don Ali
Aveva minacciato un insegnante di scuola elementare accusandolo di essere un bullo e un pedofilo
di Silvio Di Mare
Said Ali, conosciuto online come Don Ali e autoproclamatosi “re dei maranza”, è stato condannato a cinque anni di carcere per una serie di reati commessi in momenti diversi: furti, rapine, resistenza a pubblico ufficiale e minacce. La sentenza è arrivata il 16 febbraio 2026, chiudendo un caso che aveva attirato l’attenzione nazionale.
Il caso dell’insegnante minacciato
I fatti risalgono al novembre 2025, a Torino, nel quartiere Barriera di Milano, dove Said Ali, conosciuto online con il nome di Don Ali, aveva minacciato verbalmente un maestro delle elementari mentre era con la figlia, riprendendo tutto in video e accusandolo di aver picchiato un bambino, per poi pubblicare il filmato online.
Le accuse rivolte verso l’insegnante si rilevarono essere false.
Il 21 novembre 2025 il ragazzo venne arrestato dopo 3 giorni di latitanza.
Dopo l’arresto, gli investigatori effettuarono ulteriori accertamenti confermando che le accuse rivolte al maestro erano prive di fondamento.
L’insegnante, vittima dell’aggressione e delle accuse infondate, dichiarò: «Non lavoro più e mia moglie ha paura».
Il 16 febbraio 2026, Said Ali è stato condannato a cinque anni di carcere per più reati commessi in momenti diversi: furti, resistenza a pubblico ufficiale, rapine e minacce.
Chi è Don Ali: l’ascesa del “re dei maranza”
Said Ali è un influencer di 24 anni, di origini marocchine, conosciuto sui social con il nome di Don Ali.
Ottenne popolarità intorno al 2021 facendosi conoscere come “il re dei maranza”, ovvero ragazzi adolescenti dediti a disturbare le persone, provocarle e creare disordini.
Divenne particolarmente noto dopo un video trasmesso in diretta su Twitch, nel quale si riprendeva mentre fuggiva dalla polizia.
Durante il periodo del Covid entrava in luoghi pubblici senza mascherina, si filmava sui mezzi pubblici mentre disturbava e provocava le persone presenti, arrivando anche a infastidire persone anziane.
Il personaggio che aveva creato si basava su ciò che viene definito rage baiting, ovvero un fenomeno online in cui l’influencer pubblica contenuti studiati per far arrabbiare il pubblico e ottenere visualizzazioni. In pratica: più si provoca, più le persone reagiscono e più l’algoritmo spinge il video.
Spesso si usano toni volutamente estremi o offensivi, creando contenuti sapendo che faranno discutere; in alcuni casi, però, si supera il limite legale.
In altri video si riprendeva mentre disturbava i clienti e i dipendenti di un McDonald’s: saliva sui banconi, urlava e disturbava chi gli stava attorno.
Nel febbraio 2025 cercò di organizzare una presunta “invasione dei maranza” nel Sud Italia, con l’obiettivo di radunare un gruppo per creare disordini nelle città meridionali.
L’iniziativa non prese mai realmente piede, ma suscitò comunque polemiche per le possibili conseguenze.
Lo scontro con Le Iene
Nel novembre 2025 Don Ali minacciò l’insegnante a Torino, e il caso attirò l’attenzione del programma televisivo Le Iene, che andò a intervistarlo.
Durante il servizio, Don Ali ebbe un acceso confronto con l’inviato, assumendo un atteggiamento provocatorio e minaccioso, con frasi come: «Sono io a fare le domande qui» e «Vuoi vedere come torni a casa?».
Quando gli venne chiesto di mostrare prove concrete, Don Ali dichiarò di avere solo alcune testimonianze e non fornì ulteriori elementi.
Durante l’intervista cambiò versione dei fatti, arrivando ad accusare il maestro non solo di bullismo ma anche di pedofilia: accuse poi risultate false.
Con il passare del tempo iniziò a giustificarsi sostenendo che il suo fosse soltanto un personaggio online.
L’arresto e le accuse aggiuntive
La sera del 21 novembre 2025 Don Ali venne arrestato dopo tre giorni di latitanza. Si era nascosto nelle cantine di un palazzo nel quartiere Barriera di Milano e tentò di fuggire, ma gli agenti lo bloccarono dopo un breve inseguimento. Fu inoltre sospettato di aver danneggiato l’auto dei giornalisti della trasmissione Dritto e Rovescio, inviati a Torino. Dopo la denuncia, Don Ali pubblicò su TikTok una storia in cui rilanciava il servizio scrivendo: «A Torino serve l’autorizzazione per fare le interviste».
In futuro, Ali potrebbe essere chiamato a risarcire sia la vittima sia la scuola gestita dalle suore, che ha chiesto un risarcimento di un milione di euro.
