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MONTEFUSCO IN IRPINIA: LA BANDIERA della FIERA

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Montefusco,oggi ha circa 1200 abitanti ed è di una amenità unica.

Montefusco Non è mai stato un comune densamente abitato, pur avendo avuto il pregio di essere stato capoluogo del Principato Ultra.

In questi giorni di caldo torrido, l’elevatezza dei luoghi e la brezza intramontana rendono il tutto ancora più piacevole.

Il paesino è tenuto come una bomboniera in un tessuto commerciale non invadente che vanta presenze di ristoranti di alto livello. nel centro dell’abitato e nei dintorni.

E’ orgoglioso dei suoi monumenti ma anche dei pregevolissimi vini irpini, in primis il bianco GRECO e il rosso AGLIANICO cioè Ellanico, cioè greco anch’esso.

Con la parola “Greco”, spesso facciamo riferimento alla Grecia antica e alla Magna Grecia che ebbe nell’Italia Meridionale il cuore filosofico e culturale.

“Greco”, però, quando si parla di vino, significa “bizantino”, significa Impero Romano di Oriente, una civiltà meno antica ma capace di nobilitare tutti i territori in cui ebbe la ventura di espandersi.

In tutto il territorio irpino, Montefusco è, poi, famosa non solo per il carcere borbonico, ma anche per la Fiera che si tiene per tre giorni, a partire dal 28 agosto.

E’ un’antica tradizione

Quella della fiera, e’ un antica tradizione che risale al 1416, anno in cui due ladri, ospitati nel già allora presente carcere, furono istigati dai Monte fuschesi a rubare il regium vexillum.

Il Simbolo della fiera, custodito dal comune di Melito Irpino dava in premio la libertà.

Era il loro mestiere ,quello di rubare e, in breve tempo, il vexillum fu sventolato a Montefusco.

I ladri, per sfuggire ai Melitesi, ci dovettero rimettere i due cavalli con cui presero il largo da Melito.

“Dov’è la bandiera, ivi la fiera”

Ancora oggi Montefusco celebra ogni anno la fiera contadina, con la sua tradizione di baccalà fritto, fusilli caserecci, carne peperoni e dolci fatti in casa.

Per non parlare del buon vino Greco che si serve freddo ma riscalda i cuori.

comune.montefusco.av.it


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