Procida – Volterra: la cultura non isola ed apre ad una collaborazione

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Procida nominata Capitale della Cultura 2022 vince sulle altre concorrenti e prospetta scambi con la città toscana

a cura di Sarah Esposito

Da un lato le mura dall’altra il mare. Ostacoli fisici, storici o naturali che delimitano e separano. Esiste un ponte però capace di superare tutto, un collegamento chiamato cultura. Questa è la base di due progetti di due città molto diverse, entrambe fino a qualche giorno fa aspiranti capitali italiane della cultura per il 2022. Una è Procida, la vincitrice, che ha racchiuso il concetto nello slogan “la cultura non isola”, conquistando così la giuria, l’altra è Volterra, la cittadina etrusca della provincia pisana, famosa per dominare con le sue torri la collina che guarda al mare e all’entroterra. C’è una linea che collega due realtà così diverse ed è la voglia di aprirsi al mondo senza perdere l’autenticità della propria essenza.

Lo scorso 20 gennaio, noi di Come in Italia abbiamo seguito la proclamazione della città vincitrice del titolo di capitale italiana della cultura 2022 da una stanza del palazzo dei Priori a Volterra. La delusione per la mancata vittoria è stata velocemente spazzata via dalla voglia di continuare a progettare e dalla felicità che ad aver vinto sia stata una proposta per certi versi vicina. Così dopo soltanto poche ore dalla proclamazione, i due sindaci si sono sentiti per complimentarsi a vicenda e per lanciare le basi di una nuova collaborazione. Una sorta di rivincita dei piccoli comuni, spesso dimenticati dai grandi circuiti del turismo.

Tra le proposte di un percorso collettivo ce n’è una che riguarda tutte e dieci le città finaliste: creare una rete che possa permettere alle realtà che si sono date battaglia fino a questo momento di poter realizzare ciò che hanno scritto sulla carta e creare allo stesso tempo un’azione propulsiva per l’intero Paese. Un’onda culturale che da nord a sud possa accompagnare l’Italia nell’anno che tutti guardano come punto d’inizio di una sperata ripartenza. Nello specifico tra Procida e Volterra potrebbe nascere una piattaforma di lavoro e una sorta di gemellaggio turistico tanto che dal Colle etrusco stanno già organizzando una gita di gruppo sull’isola partenopea. Perché la cultura non isola, ma apre. Fa scoprire, conoscere e rigenera. Il dossier di Volterra era incentrato proprio su questo aspetto della Ri-generazione umana, un concetto che ha preso ancora più forza dopo la dura esperienza della pandemia. Una rinascita che lega luoghi e storia. Dall’ospedale psichiatrico di Volterra, il secondo più grande d’Italia in tutto il Novecento, una sorta di città dentro la città con tanto di moneta, al carcere che vive costantemente la contraddizione tra forma e contenuto, da una parte l’antico bastione della costruzione voluta dai Medici e dall’altra l’innovazione di aver accolto al suo interno, e per la prima volta al mondo, un teatro. La cultura è cambiamento, trasformazione. Tempo che scorre senza le crepe tra passato e presente che può tenere insieme umanesimo e tecnologia, che spinge i giovani a restare per costruire. È cura di una comunità, attenzione al benessere di tutti, chiunque essi siano e qualunque cosa li abbia portati a fare la vita. Una cura collettiva che ha come obiettivo il benessere di tutti. Cultura è convivenza, partecipazione, accoglienza. È il saper concentrare attorno a un’idea persone differenti. Cultura è evoluzione rigenerativa, appunto.

L’articolo è tratto  dal numero di febbraio/marzo 2021 della nostra rivista, all’interno della rubrica Come In Italia


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