Pozzuoli e Campi Flegrei: un patrimonio sottratto al turismo e alla cultura
Viaggiando in auto, ho sentito la radio che parlava di un concorso aperto alle città d’Italia per un progetto mirato ad obiettivi di crescita economica, miglioramenti ambientali, promozione delle risorse locali e quant’altro.
Mi informerò meglio ma, se fossi il sindaco di Pozzuoli iscriverei subito questa antica e interessantissima città.
E’ disseminata di patrimonio storico, monumentale, geologico e ambientale, tanto che vale la pena di progettare una navetta di collegamento tra il porto, la Solfatara, l’Anfiteatro, il monte Nuovo, il rione Terra, il Serapeo, il lago d’Averno e quant’altro.
Anzi, inviterei anche il comune di Bacoli a collaborare per le terme di Baia, il castello di Baia, la tomba di Agrippina, il faro di Miseno e il lago del Fusaro.
Se poi avessi voce tra i coraggiosi imprenditori dei Campi Flegrei, farei fermare questa navetta davanti ai luoghi, alberghi, villaggi, case-vacanza, ecc., dove si fermano i turisti solo per godere del clima e del paesaggio locale.
Le preziosità culturali del territorio sarebbero un valore aggiunto da fare concorrenza a Napoli, e a tutti gli attrezzatissimi centri storici delle nostre città storiche.
