09/03/2026
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PALEONTOLOGIA: UNA SCIENZA MOLTO VICINA ALLA VITA QUOTIDIANA

paleontologia
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di SIlvana D’Andrea

Sotto le spettacolari guglie delle Dolomiti, per 240 milioni di anni, è rimasta nascosta, agli occhi del mondo, la “Megachirella Wachfleri” la più antica lucertola fossile finora conosciuta, la madre, cioè, di tutte le lucertole e serpenti fossili.

Non c’è solo questa: intorno a questo esemplare rarissimo si nasconde un ricchissimo universo di resti paleontologici, in quantità così elevata da consentire agli appassionati di poter toccare con mano la storia della Italia per milioni e milioni di anni, seguendo le trasformazioni che gli esseri viventi, animali o alberi, hanno subito nel corso e nella profondità del tempo che ci ha preceduto.

La presenza di ammoniti, lucertoloni, rettili, crostacei, inglobati in rocce sedimentarie ha dato vita alla “paleontologia” la scienza che classifica e studia ogni traccia di vita di organismi vegetali o animali che si rinviene nelle rocce.

La fossilizzazione è un evento piuttosto raro ed è quello che si ottiene da un organismo sepolto dopo la sua morte in seguito alla mineralizzazione dei tessuti organici

A testimonianza del fascino che scaturisce dai fossili, nei secoli ci fu una corsa all’ideazione di di teorie , le più strane e cervellotiche che generarono , nelle menti di letterati, filosofi e scienziati, miti, leggende e racconti fantastici intorno a creature remote quali draghi, giganti, sirene, e influssi siderali. mentre il volgo li considerò prodotto naturale e causale di una forza che li aveva amalgamati alla roccia.

Già nell’antichità Greci e Latini erano andati vicini alla vera essenza dei fossili: da Aristotele all poeta Ovidio che, nelle “Metamorfosi” sospettò che essi fossero trasformazioni di antichi animali.

Leonardo da Vinci, nel “Codice Atlantico” approntò una sua teoria in merito: che essi fossero residui di antichi animali marini.

Aldrovandi, con il suo “Museum metallicum” (1590) teorizzò, avanzi di animali, erano stati sorpresi dal fango prodotto durante il “diluvio universale” e rimasti in essi inglobati.

I fossili sono stati protagonisti nella letteratura, nel folklore e nella simbologia nella magia, e persino nella medicina avendo alcuni medici attribuito ad essi capacità di guarire alcune malattie della colonna vertebrale.

IL Medioevo creò tutta una serie di interpretazioni fantastiche che impedì a lungo di conoscere la vera natura dei fossili parlando di esalazioni terrestri, influssi stellari e magie varie.

Nella nostra epoca , incastonati in tanti palazzi nobiliari ricchi di marmi di ogni colore, i fossili offrono straordinari spunti di ricerca paleontologica, conservando essi tantissimi reperti di antichi animali o di antiche essenze floricole o arboree.

Ci sono tanti pavimenti, anche nelle nostre case, che, se aguzziamo la vista, potrebbero farci scorgere fossili piccoli o meno piccoli nei pezzi di marmo che li compongono. Piccole conchiglie lucertole e tanti piccoli animali stanno forse facendo bella mostra di sè, sfidando il tempo e regalando ai possessori di tanta preziosità, una ” paleontologia domestica”.

Il famoso “Scipionix Samniticus”, il piccolo dinosauro trovato proprio nel Beneventano, a Pietraroja, alcuni anni fa e che fu chiamato dai paleontologi che lo trovarono, “Ciro”, ci ha fatto scoprire che l’Italia finiva propri o là, a Pietraroja, conclusa da una laguna,’all’altra vicinissima sponda della quale si era avvicinata una nuova zolla spinta in avanti dall’Africa che, nei 113 milioni di anni dalla morte di Ciro ad oggi, ha saldato la Calabria al resto dello Stivale

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