16/07/2026
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“Bagaria”: Capone & BungtBangt riattivano la parlesia e sfidano il potere con una lingua clandestina

Maurizio Capone

Maurizio Capone

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C’è un’altra Napoli che non si vede nei cliché. È fatta di codici orali, rottami sonori e ritorni al futuro. Maurizio Capone, pioniere riconosciuto della junk music – strumenti musicali costruiti interamente con materiali riciclati – lo dimostra da oltre trent’anni, conquistando premi (Premio Musica e Cultura Peppino Impastato, Premio Troisi, Premio Focus per l’intelligenza musicale, Premio Lunezia) e attenzione anche in ambito ambientalista come eco-pioneer italiano (Campione di Economia Circolare per Legambiente, Socio onorario Musica contro le mafie di Libera). Oggi, il progetto Capone & BungtBangt, rilancia la sfida su due fronti: quello ecologico e quello linguistico.

Il nuovo singolo “BAGARIA” (in uscita oggi su tutte le piattaforme digitali) è molto più di una canzone. È un atto clandestino scritto in parlesia, l’antica lingua criptica dei musicisti napoletani, nata per comunicare senza essere capiti da chi stava fuori dal loro mondo. Una lingua orale, mai ufficializzata, oggi quasi scomparsa o usata dai musicisti storici della scena partenopea. Capone non la trasforma in folklore o citazione da museo. La riattiva.
Nel testo – duro, provocatorio, legato al presente e al potere – nessuna parola viene tradotta, spiegata né lo sarà.
L’autore non confermerà mai il bersaglio del brano: spetta all’ascoltatore cercare il significato, entrando in una tradizione che va da Pulcinella alle canzoni sovversive come Palummella Zompa e Vola.
Dal punto di vista sonoro, “BAGARIA” è un ipnotico e fisico motore ritmico costruito con strumenti originali autocostruiti da Capone: scatolophon, tubolophon, scopa elettrica, buatteria e altri oggetti riciclati le cui origini restano deliberatamente non identificabili. L’ascoltatore sente ma non possiede del tutto ciò che ascolta – esattamente come accade con la parlesia.

«Quanto di ciò che ascoltiamo siamo davvero in grado di capire?» è la domanda che il brano lascia sospesa.

In questa nuova fase artistica, Capone & BungtBangt si presenta come formazione modulare con un nucleo centrale composto da Maurizio Capone e Horus (Vincenzo Falco), mantenendo intatta l’identità junk ma aprendosi a una dimensione narrativa più radicale e contemporanea.
BAGARIA non è una canzone “in parlesia”.
È un brano clandestino scritto in una lingua clandestina.
E dietro ogni suono riciclato, ci sono trent’anni di ricerca e di coerenza eco-ambientalista che pochi possono rivendicare.
In occasione del lancio del brano, il 28 maggio Capone è stato protagonista di un trittico di iniziative socio‑culturali a Napoli:

  • Nella mattinata si è tenuto l’evento finale del progetto Contesti Sonori alla Scuola I.P.S.E.O. Cavalcanti
  • Nel pomeriggio c’è stata la –riapertura del Vicolo della Cultura (Via Montesilvano 4)
  • e alle ore 20:45 è previsto l’incontro al Polo delle Arti Caselli‑Palizzi con il giornalista Lino Volpe, nella serata dedicata a Pino Daniele “Il Giovane Pino”

“Bagaria” non è una canzone in parlesia. È un brano clandestino scritto in una lingua clandestina, che riattiva un codice culturale e sfida il potere con la forza del suono e dell’immaginazione.

Official web
https://www.caponebungtbangt.com/
https://www.instagram.com/mauriziocaponebungtbangt/
https://www.facebook.com/caponebungtbangt

capone&bungtbangt live

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