L’EROTISMO NEI SECOLI
di Silvana D’Andrea
L’erotismo è stato l’elemento più intrigante dell’attività sessuale e, in ogni civiltà del mondo del passato, si è manifestato con modi e rituali differenti.
Le culture primitive associavano l’atto sessuale alle forze soprannaturali e la loro religiosità s’intrecciava con tale rappresentazione.
Nella cultura greco romana, la divinità associata alla fertilità, era rappresentata dal dio Priapo con un fallo di grandi dimensioni, oggetto di culto apotropaico, un feticcio potentissimo che stimolava i demoni della fertilità.
Oltre a dipinti e statue vi erano anche raffigurazioni erotiche con affreschi e mosaici, nelle domus romane, nei lupanari, nelle cubicula(camere da letto) con immagini di amplessi, multipli e in varie posizioni(Gabinetto segreto Museo di Napoli) ma anche di rappresentazioni di divinità dell’amore mitologiche associate alla sessualità, alla lussuria, all’erotismo.
Uno dei più antichi miti, narrato anche nelle metamorfosi di Ovidio, un capolavoro di erotismo, fu Leda e il cigno (I^secolo d.c.) ritrovato negli scavi di Pompei. La somma divinità dell’Olimpo(Zeus), per sedurre la bellissima mortale Leda regina di Sparta, si mascherò nel cigno candido e insospettabile, bianco e elegante, con un dolce e inebriante profumo di ambrosia, emblema di potenza sessuale. Leda era il simbolo dell’amore e della soavità dei sensi, del potere dell’erotismo, l’incanto della seduzione.
La diffusione del mito di Leda per raffigurare l’atto sessuale ebbe una larga diffusione nel mondo artistico con rielaborazioni di diverse dimensioni dell’arte, della letteratura, della poesia, della musica.
Leonardo da Vinci, Michelangelo, Tintoretto assunsero sulle tele l’estetismo sensuale, raffinato, audace. Il cigno era l’emblema della potenza sessuale e riproduttiva dell’uomo, . Leda era sempre nuda, in piedi o seduta, rappresentava l’immagine dell’erotismo, del fascino femminile, con la sua natura lussuriosa, traboccante di felicità sessuale.
Il Correggio fu ancora più esplicito con una Leda a gambe spalancate ad accogliere il simbolico cigno.
La Chiesa, con .la religione cristiana istituzionalizzata, interpretò negativamente il mito di Leda e il cigno nelle raffigurazioni latine dove i cigni tiravano il carro di Venere traendone emblema della lussuria e immagine del demonio.
L’atto carnale di Leda divenne religioso con un cigno-Dio prefigurazione della maternità di Maria, adombrata dallo Spirito Santo. Una scultura che fu impressa sulle Logge di Raffaello, un’altra sulla Porta Sacra della Basilica di San Pietro, le cui espressioni meno pudiche e castigate della nota favola. Leda e il cigno è stata una vicenda carica di simbolismo che superò la trattazione allegorica del mito, sprigionando ,durante tantissimi secoli ,una serie di significati, una serie di riflessioni, fino ad arrivare a Gabriele D’Annunzio(1913) con una Leda senza cigno di un misticismo erotico trait d’union alla nuova corrente del futurismo Novecentesco.
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