L’eremo dei Camaldoli, patrimonio eccezionale di Napoli

Un ineguagliabile patrimonio storico, ambientale, paesaggistico e naturale di Napoli, dimenticato dai “valorizzatori” della città

Mantenendo i piedi ben incollati al suolo, vi piacerebbe avere una visione “a volo di uccello” su quasi tutta Napoli e tantissimi dintorni?
Dovete allora andare ai Camaldoli, all’eremo del Salvatore, aperto ogni giorno al pubblico e andare al belvedere da dove si vede, da Ischia, a Procida, a tutti i Campi Flegrei, Quarto compresa, a Capri, a Posillipo, fino al Vesuvio.
Fu un regalo che il figlio del re Alfonso d’Aragona, Giovanni d’Avalos, marchese del Vasto e di Pescara, fece alla città facendo costruire, nel 1590, dall’architetto di Corte, il complesso monastico al bordo della collina più alta dei Camaldoli, e facendo decorare la austera chiesetta da pittori famosi come Luca Giordano e Massimo Stanzione.
Non rimandate a domani questa interessantissima visita perchè, nel mentre, il viale di collegamento tra lo spiazzo antistante la chiesa e il belvedere sta mostrando tutti i segni di una frana.
Questo collegamento è un viale il cui calpestio contiene la pluviale di raccolta di acqua che cade sul viale: poco prima di sbarcare al belvedere, la tubazione deve essersi spezzata e il terrapieno su cui è costruito il viale si sta disgregando.
Se si interviene subito, l’inconveniente può essere fermato e sanato con poco. Se si perde tempo…. si perde il belvedere!
Stiamo parlando, lo avrete capito, di una situazione di pericolo!
E’ inutile rivolgersi al sindaco, sempre distratto dai, piccoli per lui, problemi concreti di Napoli: lui fa rivoluzioni e “scassa”.
Mobilitata i BB AA o chi è seriamente interessato alla città perchè il complesso dell’Eremo dei Camaldoli è un patrimonio eccezionale di Napoli e, insieme al Parco dei Camaldoli, un polmone per la città nonchè una ricchissima meta per chi vuole conoscere la bellezza incomparabile della città.

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