• August 26, 2019

LE ANIME PEZZENTELLE E IL TESCHIO CON LE ORECCHIE

anime pezzentelle

Napoli ha avuto da sempre il culto dei morti e i Napoletani si sono rapportati a loro con molta familiarità.
La speranza di una vita con meno affanni ha fatto crescere la volontà di trovarsi un protettore personale tra il popolino della città.
La grande peste del 1654 fece moltissime vittime a Napoli e i morti vennero sepolti dappertutto, dove poteva trovarsi uno spazio.
Nel ‘700 si diffuse un culto personalizzato dei morti: si portavano i teschi trovati nei cimiteri, o nei giardini, a casa, li si ripuliva, si facevano le orazioni prescritte da santa romana chiesa, e si cercava così di ridurre il periodo di attesa in Purgatorio delle anime che avevano abitato quel teschio. Nel frattempo si chiedeva a quell’anima di portare qualche benefico aiuto paranaturale o soprannaturale alla famiglia che ospitava ed accudiva il suo teschio.
Basta.
E se il teschio aveva anche le orecchie per sentire meglio le preghiere?
Si andava dove c’era questo teschio.
Nella chiesetta di Santa Luciella ai Librai ce ne uno ancora conservato, con tanto di orecchie. Sono cartilagini che si sono mummificate?
Sono escrescenze ossee?
Chi lo sa, ma il teschio sta ancora là e, se sapete pregare con intensità e amore, qualcosa quelle orecchie potrebbero fare. 
Un teschio , dunque, prezioso, più funzionale dei normali teschi rubati nel cimitero delle Fontanelle.
La chiesetta, però, è ancora chiusa ed è tra quelle assegnate a privati per tenerle in sicurezza e promuoverne l’uso turistico e sacrale.
Sta in una traversina di S. Biagio dei Librai, fu costruita nel 1327 a cura della confraternita degli operai che lavoravano il piperno e fu restaurata nel ‘700. Dopo il terremoto del 1980 è rimasta chiusa ma è stata messa in sicurezza

0 Comments

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *