30/04/2026
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Horatio Nelson  e Giuseppe Garibaldi, due stupidi aguzzini riuniti nel nome di Bronte

Stemma di Horatio Nelson, I Visconte di Nelson e Stemma dei conti di Nelson

Stemma di Horatio Nelson, I Visconte di Nelson e Stemma dei conti di Nelson

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Garibaldi e la strage di Bronte: un tradimento risorgimentale.

Horatio Nelson e Giuseppe Garibaldi. La parola data da re Ferdinando IV di Borbone, disonorata, ma compensata da un castello e dalla Ducea di Bronte. La parola del condottiero dei Mille contraddetta da una infame strage.

La cittadina di Bronte in provincia di Catania porta, suo malgrado, il ricordo di due gravi, storici tradimenti: quello di Garibaldi che, contraddicendo la parola data, mandò il suo luogotenente, Nino Bixio, a trucidare la popolazione di Bronte, insorta credendo negli ideali del Risorgimento e rimasta in attesa della redistribuzione delle terre dei latifondisti, promesse dallo stesso Garibaldi; e quello dell’ammiraglio inglese, Orazio Nelson, che volle contraddire e infangare addirittura la parola del re Ferdinando IV di Borbone, data, tramite il cardinal Ruffo, ai patrioti della Repubblica Partenopea rinchiusi nei castelli del Carmine, del Maschio Angioino, di castel dell’Ovo e, specialmente, di castel sant’Elmo.

Il re aveva promesso il salvacondotto e aveva fatto approntare il naviglio leggero, le cosiddette polacche, per portare in salvo, a Tolone, in Francia tutti quelli che si erano rifugiati nei castelli.

Per questo misfatto- i patrioti furono quasi tutti uccisi dopo la resa – il nome di Horatio Nelson non è più troppo onorato nella stessa Inghilterra, mentre in Italia, a Bronte, esiste la Ducea di Nelson a cui furono annessi estesi latifondi, e un castello come regalo personale del re.

Meno male che, nel 1981, il complesso della Ducea di Nelson e dei suoi discendenti, sia pure svuotato delle ricchezze che gli eredi di Nelson sono andati vendendo dal 1799 fino al 1980, fu acquistata dal Comune di Bronte cancellando un infame spergiuro.

Bronte, però, con il suo nome, continua a ricordare queste due gravi offese al senso di umanità che è in tutti, e rinnova il sentimento di vergogna di chi, anche se non ha assistito direttamente alle stragi conseguenti a questi tradimenti, sente ancora oggi, quella inutile violenza come una personale offesa grave, anche a distanza di oltre due secoli (Nelson), e di circa un secolo e mezzo (Garibaldi e Bixio).

Enne

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