• January 21, 2020

NAPOLI SI RIAPPROPRIA DEL TITOLO DI CAPITALE DEL PRESEPE

Si è tenuto a Napoli il Convegno Internazionale sul Presepe come strumento di evangelizzazione dopo 50 anni dalla sua ultima celebrazione

Napoli ha coltivato da sempre la religiosità individuale attraverso la creazione di mille presepi, i più poveri, i più ricchi, nei tuguri, nelle case, nei palazzi dell’aristocrazia.
Mille artisti, tanta fede, tanta ingenua credenza nelle magiche doti di “bambin Gesù” da mettere nella mangiatoia la notte di Natale.
Da fenomeno religioso ad impegno artistico, e mille e mille opere d’arte si sono sparse nella città e dovunque.
Sono tante le chiese napoletane che espongono il presepe durante le feste natalizie: santa Chiara, san Nicola La Carità, Gesù delle monache….
Arte e devozione hanno fecondato tanti portenti estetici, tante intrigantissime opere d’Arte.
E’ stato interessantissimo il Convegno Internazionale sul “Presepe come strumento di evangelizzazione” celebrato al Museo Diocesano dell’Episcopato di Napoli che ha visto la partecipazione di intellettuali, cultori di presepe, responsabili di Musei e Gallerie. Sono arrivati da da tutta la Spagna, dalla Francia, dalla Germania, a parlare della forza evangelizzatrice di quei piccoli o grandi racconti in tre dimensioni, costruiti con materiale povero ma con tanto amore, tanta perizia, tanto senso del sacro perchè ognuno possa leggere l’emozione che fede e senso estetico suscitano in tutti quelli che si accostino a questi tentativi di comunicare il trascendente con forme compiute in racconti che vogliono separare l’indifferenza dalla partecipazione all’atto di fede, la speranza del domani alla filosofia del quotidiano “tutto e subito”.

Hanno preso parte al Convegno Monsignor Rino Fisichella, Arcivescovo e Presidente del Pontificio Consiglio per la Nuova Evangelizzazione; S. E. Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo Metropolita di Napoli; il magistrato Catello Maresca; Sylvain Bellenger, direttore del Museo di Capodimonte; l’imprenditore ed editore Rosario Bianco; Filippo Maria Gambari, direttore del Museo Nazionale delle Arti eTradizioni popolari di Roma; Francesco Delizia, direttore del Museo nazionale di San Martino; María Teresa Marín Torres, direttrice Museo Salzillo di Murcia (Es); lo scrittore Jean-Noël Schifano; Antonio Diaz Rubio, presidente Fundación Díaz Caballero, fondatore del Museo Internacional de Arte Belinista di Mollina (Málaga, España); Carmine Romano, storico dell’arte e esperto di Arte presepiale; Tjuna Notarbartolo, scrittrice e giornalista, che ha moderato l’evento.

“È un momento molto importante questo, non soltanto per la città ma anche per tutti coloro che vedono nel presepe la continuità di una tradizione – ha dichiarato Monsignor Rino Fisichella –. Davanti al presente c’è un grande fascino: il fascino del mistero. Si coglie di più il senso della riflessione, della meditazione, si capisce il valore del silenzio. Si scopre la bellezza dell’arte, della fantasia, della creatività. Mi piace vedere come il presepe venga attualizzato. Ci sono nuovi personaggi, che raccontano la vita quotidiana. Il presepe non è una parentesi della vita delle persone: la vita è quella di tutti i giorni ma Natale la pone in un evento straordinario. Anche la vita di tutti i giorni può diventare uno strumento di salvezza”.

“L’idea originaria di San Francesco, quando ha fatto il primo presepe, era quella di trasmettere un messaggio – racconta S. E. Cardinale Crescenzio Sepe –. Un po’ come la Bibbia dei poveri, che viene da Giotto in poi: artisti che hanno arricchito le nostre Chiese per quelli che non sapevano leggere e scrivere. Attraverso l’immagine, la Bibbia diventava un’evangelizzazione. Così il Presepe. In particolare, il presepe di Napoli è un messaggio molto speciale: oggi si parla tanto della cosiddetta “teologia incarnata”, cioè teologia vissuta nella vita. Il Presepe Napoletano ha espresso fin dall’inizio questa concretezza di un mistero. Mistero di Dio che si incarna, in un luogo partecipato dalla gente. Sul Presepe c’è quello che vende il pesce, quello che fa il pane, il lavandaio: la vita di ogni giorno, le singole realtà di cui si compone la nostra società. Questa è la vera evangelizzazione: comunicare, anche attraverso le opere d’arte, un messaggio che è parte essenziale della nostra fede cristiana”.

“L’intento principale della Fundación Díaz Caballero è quello di diffondere il presepe nel mondo – ha affermato Antonio Diaz Rubio –. Per noi della fondazione è un evento straordinario e molto importante essere proprio qui a Napoli, che è la culla del presepe. In Fondazione abbiamo vari presepi napoletani. Quando abbiamo deciso di raccogliere i pastori, la prima città che abbiamo visitato è stata Napoli. Custodiamo oltre 90 figure di pastori provenienti dai laboratori di artigiani di Napoli e Ercolano”.

“C’è un forte legame tra Napoli e Murcia, che passa attraverso l’arte del presepe in Nicolás e Francisco Salzillo – spiega María Teresa Marín Torres, direttrice del Museo Salzillo di Murcia (Spagna) –. Nicolás in particolare, vissuto a Murcia per 27 anni, nacque a Santa Maria Capua Vetere e ha lavorato in botteghe napoletane, dove ha fatto grande esperienza anche il figlio Francisco”.

“A noi conforta l’idea e la consapevolezza che, con l’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni, si stanno facendo cose concrete, rappresentate, oggi, da questo Congresso, inserito nel più ampio progetto della Mostra internazionale del Presepe sulla storia e sulla tradizione, che sta avendo molto successo – ha spiegato  il magistrato Catello Maresca –.

“Stiamo cercando, e anche con notevole successo, di far ritornare il presepe a quella che è la sua mission – racconta l’imprenditore ed editore Rosario Bianco –. Parlare di famiglia, di accoglienza, dei temi del Vangelo. È un percorso difficile, soprattutto in questo periodo, ma stiamo attirando attenzione sul tema. Con la Mostra internazionale del Presepe, nella Chiesa di Sant’Angelo a Segno, in via dei Tribunali 45, siamo riusciti a parlare con le scolaresche. Oggi, dopo 50 anni, grazie al sostegno del Cardinale Sepe, che è stato motivatore e sostenitore di questa importante iniziativa, riusciamo ad organizzare un congresso in cui si parla del Presepe come strumento di evangelizzazione”.

Il Congresso, acclamato per l’altissimo livello dei contenuti delle relazioni degli intervenuti, è parte di un più ampio progetto ideato e realizzato dall’imprenditore ed editore Rosario Bianco e dal magistrato Catello Maresca, con l’Accademia delle Arti, Mestieri e Professioni e la Rogiosi Edtore. Project Manager dell’evento Iki Notarbartolo.

Il progetto gode del patrocinio del Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione e dell’Arcidiocesi di Napoli.


Il convegno si è concluso il 10 gennaio  ma la mostra continua nella chiesa di sant’Angelo a Segno in via dei Tribunali con meravigliosi presepi di preziose collezioni italiane e spagnole, fino al 14 gennaio 2020.
E’ una occasione da non mancare, specialmente per quei Napoletani che si sono educati al presepe Cuciniello di San Martino, alle immagini presepiali di numerosi quadri dei massimi artisti, ai tantissimi presepi domestici che ci hanno aiutato a crescere.
E’ il buon augurio visivo e artistico del 2020.

La Mostra Internazionale resta a disposizione ancora pochi giorni, poi si potranno visitare  i presepi che sono a Napoli nelle varie chiese e  quelli conservati alla mostra permanente nella chiesa di S. Paolo Maggiore in piazza san Gaetano da Thiene, quello che organizzò a Napoli il primo presepe vivente.
Dove, se non a Napoli?

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