• December 15, 2019

CAFFE’ SOSPESO? NO, GIUBBOTTO SOSPESO

La “pietas” è quella cosa che, a Napoli, va di pari passo con la violenza e, a parte il folklorico “caffè sospeso”, è poco conosciuta come dote dei Napoletani.
E allora raccontiamo un episodio realmente accaduto a Napoli, al tempo del Vicereame spagnolo.
Lo chiameremo “il giubbotto sospeso”.

E’ un fatto di cronaca del 1563.
Un povero cristo, in mezzo a due gendarmi, scendeva dalla scala del Tribunale che aveva sede in Castel Capuano: da poco aveva subito una condanna per il debito di pochi carlini.
Resosi conta che stava salendo della gente , nell’incrociarsi con questi, si tolse il giubbotto e implorò di prenderselo in pegno in cambio dei 5 carlini che aveva di debito e per cui lo avevano condannato al carcere.
Un avvocato, lì presente, porse i cinque carlini allo sventurato ma non volle accettare nessun pegno.
Fu un atto istintivo e spontaneo, anzi, egli esortò i presenti a fare altrettanto per tanti altri prigionieri per pochi soldi di debito che riempivano le carceri napoletane.
Fu così che fu fondato il ” Monte dei poveri delle carceri della Vicaria” che poi, nel 1575, ebbe concesso un locale malmesso all’esterno della chiesa di S.Giorgio, quale Confraternita voluta da cittadini non appartenenti alla Chiesa.
Il Monte crebbe di importanza in poco tempo finchè ebbe la forza economica di comprare una sede propria in un palazzo vicino Castel Capuano.
La chiesa di San Giorgio è quella che potete vedere anche oggi a via Duomo, a valle della cattedrale.
Ha un’abside paleocristiana e gode anche del prestigio di essere stata la prima parrocchia di Napoli.
Questo Monte di origine laica ha funzionato a Napoli fino agli inizi del 1800 a testimonianza di questo spirito di solidarietà sparso nei vicoli della città e costante in tutta la città per oltre due secoli.

2 Comments

  • Ugo Rispondi

    Gennaio 14, 2019 at 4:55 pm

    Questo è un articolo simpatico e istruttivo. Complimenti.

    • admin Rispondi

      Gennaio 15, 2019 at 1:29 pm

      Grazie Sig. Ugo

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