Atlante del gesto
a cura di Rossana D’Errico
La gestualità rientra tra i più intensi “messaggi non verbali”.
L’espressione corporea utilizza un linguaggio universale, che non sempre coincide con la danza e la coreutica.
Il progetto di Virgilio Sieni, ideato per il Museo MADRE di Napoli, ha colto questo aspetto comunicativo e ha coinvolto partecipanti volontari che hanno vissuto un week end “particolare” nel calendario di iniziative programmate dal Direttore Andrea Villani.
L’artista ha proposto una riflessione sull’abitare il mondo attraverso un percorso di consapevolezza sul movimento del corpo.
La centralità della performance, diretta a cittadini di ogni età, professione ed abilità, si basa sull’idea della “comunità del gesto” che consente a tutti i partecipanti di incontrarsi intorno al senso del corpo poetico, del gesto inteso come mediazione della relazione con l’altro.
Il percorso comunicativo è iniziato con una serie di esercizi sulla lezione del gesto, partendo da un vocabolario di azioni, quali il camminare e il voltarsi per riflettere sul concetto di gravità e stabilità.
Tutti i partecipanti hanno poggiato i piedi, rigorosamente scalzi, sul pavimento per godere ad occhi chiusi delle emozioni che dal basso giungono al cervello. Tutti i movimenti sono stati svolti molto lentamente per combattere emotivamente il senso di stress che ci viene imposto dalla velocità della società moderna e che pervade ogni nostra azione.
E’ stata una lezione sulla scoperta del rapporto tra spazio e corpo: una lezione sull’abitare il corpo e lo spazio condiviso; un percorso di consapevolezza intorno a pratiche dolci, in contrasto con la violenza gestuale che è sempre più presente nella società globalizzata.
Sieni ha coinvolto tutti emotivamente, prima in gesti elaborati da ogni singolo partecipante e, successivamente, in coppie e infine in gruppo.
L’artista, anche coreografo, con la partecipazione attiva delle sue assistenti Simona Perrella e Sibilla Celesia, in collaborazione con Giulia Marreddu, e la partecipazione della violoncellista Nazarena Ottaiano, ha coinvolto i fruitori in pratiche sull’ascolto del corpo, sull’importanza del movimento che sollecita la percezione sensoriale di ciascuno, sicchè ciascuno riscopre se stesso e si proietta nell’altro.
In prima persona ho partecipato alla lezione sul gesto e posso definire la performance altamente “rilassante ed emozionante esibizione”.
Un plauso va all’artista e al suo staff, congiuntamente al Direttore Villani, per una scelta così opportuna.
