Angelo Carasale: architetto, imprenditore musicale, imprenditore edile, galeotto

Oggi sono parecchi che non conoscono Angelo Carasale, ma, ai suoi tempi, poco oltre la metà del 700, erano in pochi a non sapere chi fosse a Napoli.

Nel capoluogo partenopeo, Angelo Carasale anche oggi, è ben conosciuto per la sua concezione e la sua capacità di realizzare in pochissimo tempo quella perla architettonica che è il teatro San Carlo.

Pochi sanno, però, che, oltre ad essere architetto e imprenditore edile, fu anche imprenditore musicale e promosse artisti e autori napoletani nel teatro San Bartolomeo, che, prima della costruzione del San Carlo, era il teatro più accreditato della aristocrazia napoletana per le attività musicali specialmente. Fu facile per lui, estroverso e fantasioso, farsi accreditare presso la corte borbonica.Carlo III lo ebbe in grandissima considerazione tanto che, dopo la costruzione del San Carlo gli assegnò appalti per la costruzione della Reggia di Portici e per quella di Capodimonte.

Gli affari gli andavano alla grande, ma forse non conosceva la sazietà e si offriva per ogni occasione rastrellando appalti a destra e a manca. Naturalmente suscitò l’invidia e la rabbia di altri costruttori e qualcuno di loro, approfittando di una rissa in cui Carasale si trovò coinvolto tenendo un comportamento non irreprensibile, lo mise in cattiva luce agli occhi della giustizia borbonica. Furono aperte indagini e si trovò che i suoi conti erano gonfiati, che girava intorno a lui qualcosa di irregolare, che forse c’era una truffa nei riguardi dell’amministrazione reale.

In galera! Si, finì in galera con l’accusa di concussione e altro.Fu quindi ospite del carcere borbonico nelle celle del forte di Sant’Elmo, lo stesso carcere dove fu poi imprigionata Luisa Sanfelice nel 1800.

Anche ai tempi dei Borbone la giustizia andava a rilento, e Angelo Carasale non ebbe nemmeno il piacere di essere processato perché la morte lo colse per un colpo apoplettico. Meglio, forse, per lui che era fin troppo famoso ai suoi tempi.

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