Al via l’ottava edizione del Festival del Cinema di Castel Volturno: Cinema d’autore e inclusione per un’inaugurazione dal forte impatto
di Bruno Marfé
Una cerimonia ricca di emozioni e volti noti
È stata inaugurata domenica 19 ottobre l’ottava edizione del Festival del Cinema di Castel Volturno, evento che negli ultimi anni si è affermato come uno dei punti di riferimento per il cinema indipendente nel Sud Italia. L’Auditorium del Mare di Pinetamare ha accolto un pubblico numeroso e partecipe per l’apertura ufficiale della rassegna, che si svolgerà per un’intera settimana.
La cerimonia è stata aperta con il brindisi inaugurale delle tre organizzatrici, seguito dai saluti agli ospiti sul palco, tra cui l’attrice Susy Del Giudice, e in sala, come lo scrittore Pino Imperatore e l’attrice Lucia Cassini. La parte istituzionale è stata affidata all’Assessore alla Cultura Andrea Scalzone, che ha sottolineato il valore del Festival come strumento di crescita culturale e riscatto per il territorio.
“NERO”: sacrificio, amore fraterno e periferie
Il momento clou della serata è stata la proiezione di Nero, diretto e interpretato da Giovanni Esposito, pellicola che affronta i temi del sacrificio e dell’amore fraterno intrecciando elementi fantastici con una cornice neorealista. Ambientato nel litorale casertano, il film riesce a bilanciare la durezza della periferia con la dimensione quasi mitologica del miracolo.
Al centro della storia c’è il legame tra Nero, il protagonista, e sua sorella Imma — interpretata da Susy Del Giudice — che rappresenta l’ancora emotiva e la ragione profonda delle scelte del fratello. Il regista racconta un sacrificio estremo: a ogni bene corrisponde una perdita, una punizione fisica. In un’epoca dominata dall’individualismo, “NERO” diventa un potente invito a interrogarsi su quanto si è disposti a perdere per amore dell’altro.
La proiezione ha ricevuto un’accoglienza calorosa, con lunghi applausi e un fitto dibattito che ha coinvolto pubblico e ospiti.
Il dibattito con Susy Del Giudice: “A volte i ritardati siamo noi”
Durante l’incontro con il pubblico, l’attrice ha raccontato il proprio approccio al personaggio:
“Interpretare Imma è stato un avvicinamento in punta di piedi, con grande rispetto. Ho avuto bisogno del supporto di chi conosce questo mondo meglio di noi: la dottoressa Alessandra Borghese, che studia l’autismo e lavora con questi ragazzi.”
E ha aggiunto:
“Noi parliamo di ‘ritardo’, ma è una parola che mi suona male. A volte i ritardati siamo noi. Loro sono persone speciali, e da loro mi sono portata a casa qualcosa che non avevo mai ricevuto prima.”
Per l’attrice, il messaggio del film è semplice e universale:
“La necessità è parlare d’amore. Questo è un film che racconta l’amore tra un fratello e una sorella, ma soprattutto parla di sacrificio. Se ognuno di noi facesse anche solo un piccolo sacrificio, si vivrebbe molto meglio.”
La voce delle istituzioni e della platea
Un passaggio particolarmente significativo della serata è stato l’intervento del Sindaco Pasquale Marrandino, che ha raccolto e rilanciato le parole dell’attrice:
“Il tema del sacrificio e dell’amore trattato nella pellicola è davvero emozionante. Se è vero che il protagonista perde lentamente i cinque sensi, è altrettanto vero che chi guarda riceve un dono amplificato. Questo film dà molto più di una semplice bella storia. Dovrebbe chiamarsi COLORI, perché allarga e apre lo sguardo.”
Il Sindaco ha poi lanciato un appello alla comunità locale, sottolineando la necessità di valorizzare il potenziale del territorio e di costruire percorsi condivisi di speranza e sviluppo.
A seguire, la serata ha registrato un vivace e partecipato dibattito in sala, arricchito dagli interventi di Lucia Cassini e di numerosi spettatori. Al centro delle riflessioni, la forza interpretativa di Susy Del Giudice e l’importanza di affrontare con sensibilità e coraggio il tema delle disabilità.
Castel Volturno come set: tra dolore e speranza
Nel corso della serata, l’attrice ha rivelato che il regista ha scelto Castel Volturno come location non per caso, ma per la sua forza narrativa:
“Aveva ricevuto altre proposte, ma è tornato qui perché sentiva fortemente di girare in questo luogo. Questi luoghi possono sembrare segnati dalla sofferenza, ma per noi si vestono di speranza. Qui c’è un potenziale enorme.”
E ha concluso:
“Dolore, sì, ma anche tanta speranza. Avete un litorale unico: un posto così, in Italia, non esiste.”




Un festival come finestra sul mondo
Con un film d’apertura capace di fondere emozione e riflessione sociale, l’ottava edizione del Festival del Cinema di Castel Volturno si conferma un appuntamento da seguire. La rassegna proseguirà nei prossimi giorni con proiezioni, concorsi e workshop dedicati a studenti e giovani talenti.
L’obiettivo è ambizioso: fare del territorio un laboratorio creativo e produttivo per il cinema indipendente, una sorta di “Cinecittà a cielo aperto” che parli al mondo di riscatto, cultura e visioni possibili.
