A NAPOLI NAPOLEONE DEVE SCENDERE DA CAVALLO

Tutti conoscono la piazza del Plebiscito a Napoli con il Palazzo Reale e la bella chiesa di san Francesco di Paola.
Pochi si soffermano sulle due statue equestri poste con le spalle alla chiesa a guardare il Palazzo Reale. Rappresentano Carlo III di Borbone, il fondatore della discendenza borbonica a Napoli, e suo figlio Ferdinando IV, poi diventato Ferdinando I delle due Sicilie.
Le statue erano state ordinate da Giuseppe Bonaparte, e confermate da Gioacchino Murat al grande scultore veneto Antonio Canova, tra il 1807 1 il 1809. Nel 1810 Il Canova aveva già finito il cavallo e il suo cavaliere di sinistra: doveva rappresentare il re Carlo III.
Il secondo cavallo doveva portare in groppa, nientemeno, l’imperatore Napoleone e doveva essere consegnato nel 1813.
Pare che Canova avesse definito il secondo cavallo nella sua bottega, ebbe anche l’anticipo che aveva chiesto, ma non ebbe il tempo di studiare la posa del cavaliere.
La fortuna aveva modificato il quadro politico: Napoleone era nella polvere e il congresso di Versailles aveva confermato il regno ai Borbone.
Niente!
Napoleone non deve salire sul cavallo preparato dal Canova: vi deve salire Ferdinando, il figlio di Carlo III. Sfortuna vuole che il grande Canova muore prima di mettere mano al modello del nuovo cavaliere.
E chi ha firmato la seconda statua equestre?
E’ stato uno scultore meno famoso di Canova ma allevo del Canova: si chiama Calì.
La copia delle due statue originali stanno ancora lì, in piazza Plebiscito. Gli originali stanno al sicuro, visto l’area che tira a Napoli.
Servono ad un gioco che si faceva da scugnizzi tanto tempo fa e che, ora qualche guida lo fa ripetere a qualche gruppo di turisti curiosi.

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