ADDIO A GIGI PROIETTI, MATADOR DEL TEATRO ITALIANO

a cura di Lisa Terranova

Addio ad uno dei volti più amati del teatro italiano, è morto nel giorno del suo 80esimo compleanno, un gigante del palcoscenico italiano Gigi Proietti attore romano icona di una comicità esilarante e originale. Della  romanità ha fatto il suo punto di forza,  “Di cui ha rappresentato gli umori e la memoria e la teatralità, espressione di un territorio” si legge nella sua biografia. La sua carriera inizia ufficialmente negli anni ’60 con il teatro classico, Proietti oltre a diventare il matador dei palchi sfonda anche nel cinema. In teatro l’esordio lo ottiene nel 1963 con “Can Can degli italiani” grazie a Giancarlo Cobelli mentre il successo nelle sale cinematografiche arriva con “Febbre da cavallo” nel 1976, film ripreso nei primi  anni 2000 dai fratelli Vanzina, con i quali instaurò un sodalizio artistico durato anni. Una carriera artistica aperta a 360 gradi, infatti Proietti cantante, doppiatore, cabarettista, direttore artistico, scrittore e presentatore televisivo è riuscito ad emergere in ogni campo con un sorriso magnetico e un’innata comicità. E proprio con la sua inimitabile espressione è entrato nelle case degli italiani  con la celebre fiction “Il maresciallo Rocca” accanto alla bellissima Stefania Sandrelli.  Un bagaglio artistico immenso e impossibile da citare per intero, Proietti è stato la parte brillante della storia teatrale e del cinema italiano. Con lui scompare quel che resta della comicità genuina e iconica dell’Italia migliore.

I funerali si terranno il 5 novembre in Piazza del Popolo, a Roma.

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