• April 24, 2019

12 baci sulla bocca

Continua il successo della Compagnia Nest al Teatro India-Teatro di Roma che in queste settimane ha registrato il tutto esaurito e standing ovation. La compagnia sarà ancora in scena al Teatro India – Teatro di Roma dal 12 al 17  febbraio con uno degli spettacoli più amati del repertorio: “12 Baci sulla bocca” con Francesco Di Leva, Ivan Castiglione e Andrea Vellotti, regia di Giuseppe Miale Di Mauro.

Due settimane all’insegna dell’impegno civile e sociale, durante le quali la Compagnia Nest ha voluto portare, al Teatro India, il proprio “modo di fare teatro” in cui affondare l’occhio nel reale, per raccontare i meccanismi malati che spesso attanagliano la società, affinché il pubblico percepisca certe dinamiche come universali. Da sempre convinti che il cambiamento possa avvenire attraverso la solidarietà e l’agire sociale, inteso come risorsa creativa e agente di trasformazione, questa settimana sarà affrontato il tema dell’omosessualità, tratteggiata in una provincia napoletana degli anni 70’ bigotta e fascista.

12 BACI SULLA BOCCAdi Mario Gelardicon Francesco Di Leva / Emilio

Ivan Castiglione / Antonio

Andrea Vellotti / Massimo

Regia di Giuseppe Miale di Mauro

Scene Roberta Mattera, Costumi Giovanna Napolitano, Disegno Luci Ettore Nigro, Foto di scena e grafica Carmine Luino

Consulenza musicale Giuseppe Gaudino, Organizzazione Carla Borrelli, Segreteria Organizzativa Valeria Zinno

 uno spettacolo della Compagnia Nest

“E’ tutta la vita che mi nascondo, perché io nascosto ci sto bene. Mi sento al sicuro”. Nel testo non si tratta di fare outing, ma di interpretare l’alchimia di un sentimento che nasce inaspettato. La trama è pretesto per raccontare una storia d’amore, semplice ed emozionante come ogni storia d’amore è. E poco importa se i protagonisti di questa storia sono due uomini, perché Emilio e Massimo sono il simbolo di una libertà che negli anni settanta era pura utopia, e oggi è finta democrazia.

Sinossi

Siamo nella provincia soffocante e a volte disorientante napoletana degli anni 70’. Il conflitto politico e sociale che divide il paese sembra lontano da queste terre. In questo ambito nasce “12 baci sulla bocca” che racconta l’incontro-scontro tra Emilio, lavapiatti dai modi e dal linguaggio diretto e Massimo, fratello “ripulito” del proprietario di un ristorante. Massimo si sta per sposare con l’unica donna che ha avuto nella sua vita, è a quel punto della vita in cui o ti lasci o ti sposi, Massimo si sposa. Emilio è giovane ed è ricchione, perché era l’unico termine usato a Napoli per identificare un omosessuale. Emilio riesce a scardinare l’omosessualità assopita malamente da Massimo. I loro incontri sono violenti al limite dello scontro fisico. I due ragazzi si nascondono, ma quel rapporto così controverso, rappresenta, forse, l’unico momento di vero sentimento nella loro vita. Il loro è un ambiente in cui non è permessa alcuna diversità, vigono leggi sociali e di branco che non permettono nulla al di fuori di una prassi consolidata. Ma gli occhi di Antonio, fratello di Massimo, lo guardano dentro, sanno molto di più di quel fratello di quanto lui pensi. In quell’ambiente i problemi si risolvono in maniera spicciola ed uno come Massimo, non può certamente essere un “ricchione di paese”.

0 Comments

Leave a Comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *