• November 21, 2019

Roba da Sant’Ufficio! UN PAPA, UN FALSO PAPA, UN ANTIPAPA.

papa Urbano VI

Era l’anno di grazia 1378.
La povera santa Caterina da Siena si era data da fare in tutti i modi per far tornare il papa da Avignone a Roma. E ci era riuscita! Il papa era da poco tornato a Roma che la morte se lo chiama.
Facciamo presto un altro papa! dicono a Roma. 
Il conclave? facciamolo a Roma stesso.
Quanti sono i cardinali presenti? 16? Va bene così!
Ma a Roma c’è anche il popolo romano che per circa 50 anni non ha visto il suo vescovo ( il Papato si era spostato ad Avignone). 
Dal 27 marzo 1378, giorno di apertura del conclave, è passato un mese e il popolo rumoreggia sotto il Vaticano:
” Vogliamo il papa subito e deve essere Italiano, anzi romano”.
Grande imbarazzo dei cardinali presenti : 11 sono Francesi, 4 sono Italiani, uno è tedesco.
Va bene facciamo papa questo Napoletano, è una brava persona, ha svolto bene il suo compito nella segreteria del Vaticano, poi è Italiano.
Così viene eletto Bartolomeo Prignano, vescovo di Bari. “Però non è Romano: e come lo diciamo a questa gente inferocita qua sotto?”
“Habemus Papam Franciscus Tebaldeschi” si affaccia dal balcone il decano dei vescovi. E’ una bugia, è il nome di un prelato romano.
Nuvola bianca, grande applauso e tutti a casa.
Anche i cardinali che se ne escono dalla porta di dietro.
Il papa vero è Bartolomeo Prignano, Napoletano, che prende il nome di Urbano VI.
E’ un personaggione!
Prima di tutto rifiuta di compensare i cardinali con qualche prebenda per ringraziarli, come si faceva sempre , per il fatto che lo avevano votato.
Poi: assoluta severità nei costumi e intransigenza massima.
” Dobbiamo aver sbagliato in qualcosa” pensarono i cardinali. Si riuniscono di nuovo di fretta e furia, a Fondi, in un concistoro improvvisato, e dichiarano che la votazione che ha eletto Urbano VI non ha valore perchè è stata fatta sotto la minaccia del popolo. Votano di nuovo ed eleggono papa Roberto conte di Ginevra che prende il nome di Clemente VII.
Urbano si arrabbia e nonostante l’invito di santa Caterina ad usare moderazione , dichiara decaduti i cardinali e nomina 29 nuovi cardinali ordinando di arrestare i traditori.
Clemente VII scappa in Francia ad Avignone e si procura l’adesione di Francia, Italia del Nord, Inghilterra, mentre si dichiarano a favore di UrbanoVI il regno di Sicilia , il Portogallo, la Spagna e la Scozia.
Succede la fine del mondo.
Nessuno ferma Urbano che, non ricevendo il compenso promesso dal re di Napoli, per averlo riconosciuto successore di Giovanna d’Angiò, lo scomunica e gli diventa nemico. Anche il re di Francia gli è nemico.
Deve fuggire, e si rifugia nel castello di Nocera, dove viene assediato poi scappa a Gaeta, poi va a Genova sempre inseguito da nemici via via crescenti nel numero perchè lui, papa e buono, giustizia i nemici che acchiappa, senza esitare. E’ un uomo forte e deciso, anche se mette il cilicio sotto il vestito.
Sta per far vincere la chiesa di Avignone, sta distruggendo il regno napoletano ( che si chiamava “di Sicilia”) sta alimentando un pandemonio, incurante dei pericoli che corre lui stesso.
Finalmente la morte lo coglie: è il 1389. 
Undici anni di inferno! 
E’ proprio il caso di dire!

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