ALTRO CHE GIOVANNA II DI NAPOLI: GERMANA DE FOIX

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Era pure chiattoncella, e più di un commentatore non si spiega il successo di……pubblico che ebbe.
E che pubblico!
Moglie di Ferdinando il Cattolico, dopo che era rimasto vedovo di Isabella d’Aragona (quella che organizzò la spedizione di Cristoforo Colombo in America), che, anche se non re, era reggente della corona spagnola ( la regina era sua figlia Giovanna la Pazza); amante del nipote di Ferdinando, l’imperatore Carlo V (quello sul cui impero non tramontava mai il sole, da cui ebbe anche un figlio), amante in giovane età e, poi, dopo una decina di anni, moglie dell’ultimo rampollo dei D’Aragona di Napoli, Ferrando, erede al trono di Napoli (che, intanto, era stato usurpato dai regnanti spagnoli dopo l’abdicazione del padre Federico d’Aragona), marito con il quale condivise il titolo di viceregina di Valencia.
Chiattona e bruttolella era stata definita dai cronisti al tempo del suo matrimonio con Ferdinando il Cattolico che se la era portata a Napoli come nuova consorte e non sapeva che i Napoletani quando festeggiano qualche persona importante, amano ” sparare” i cosiddetti colpi scuri, quelli che, ancora oggi, nelle feste pasquali, rompono i timpani peggio dei tuoni.
Non la conosceva questa abitudine il re, ma non la sapeva nemmeno il cavallo della regina, il quale, spaventato, si impennò, e la regina cadde con tutto il suo peso a terra: meno mano che la non trascurabile adipe che accompagnava le sue parti basse attutì il colpo. 
I cortigiani fecero la faccia dei costernati ma il popolo non potè fare a meno di ridere.
E chi se la dimentica l’abbondante regina con le gambe all’aria!
La regina Germana non tornò più a Napoli, nemmeno quando, quasi quarantenne, divenne sposa di Ferrando il legittimo erede al trono proprio del regno di Napoli ,suo ex amante quando ancora era sposata con Ferdinando il Cattolico.
Chiattona e bruttulella anche al tempo del matrimonio con Ferrando: così ce la tramandano pittori e cronisti.

Insieme a lui, divenne, però, Viceregina di Valencia che fu il luogo dove Ferrando fu trattenuto, quale Vicere, si, ma in una prigione dorata e con il divieto assoluto di tornare a Napoli.


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